Il Narcisismo: la religione del futuro

Il narcisismo patologico si sviluppa come un complesso insieme di difese psicologiche contro l’abuso e il trauma infantile in tutte le sue forme, inclusi non solo i “classici” maltrattamenti, ma anche l’idolatria del bambino, il soffocamento, l’accudimento invertito (il bambino che fa da genitore ai genitori *ndt) o la manipolazione.

Ogni volta che al bambino non è permesso di separarsi dalle figure genitoriali, di mettere dei paletti ed individuarsi (diventare un individuo), ne deriva un disturbo di qualche tipo, tra i più importanti è il narcisismo secondario (patologico).

Nella patologia narcisistica il bambino si crea un mondo immaginario governato da un amico immaginario, che è tutto ciò che il bambino non è: onnisciente, onnipotente, perfetto, brillante e onnipresente. In breve: un dio o una divinità. Il bambino adora il ritrovato alleato e fa un sacrificio umano a questo Moloch: gli offre il suo vero io. Fa un patto faustiano: è dotato di un’immagine di sé grandiosa, anche se fragile, e di una percezione fantastica di sé ma, in cambio, cessa di esistere.

Il narcisista esternalizza i confini dall’ego al Falso Sé e regola il suo ambiente interno (ad esempio: il suo senso di autostima) attraverso un feedback costante da una moltitudine di fonti intercambiabili di fornitura narcisistica. La sua mente è un vero alveare.

Il narcisismo è la celebrazione, l’elevazione e la glorificazione di un’assenza superiore, un vuoto urlante, il vuoto divorante di un buco nero con una galassia di oggetti interni (introiezioni) che vorticano attorno ad esso. Il narcisismo è, quindi, una religione privata che assomiglia molto alle fedi ed ai riti primitivi. È una difesa fantasy scritta in grande e andata storta, essendosi trasformata in un’illusione.

Il test di realtà è gravemente compromesso e il narcisista confonde le proprie rappresentazioni interiori delle persone con coloro che le hanno originate. Man mano che un numero crescente di persone diventa sempre più narcisista e mentre la nostra civiltà premia il narcisismo e vira verso di esso, il fascino della religione del narcisismo sta crescendo in modo esponenziale. Sta cominciando ad essere ampiamente ma disastrosamente esaltato, anche in ambito accademico, come un adattamento positivo. Disastroso perché il narcisismo, ineluttabilmente e invariabilmente, si trasforma in auto-sconfitta e autodistruzione.

Il narcisismo è la prima fede distribuita o collegata in rete: ogni credente e praticante (cioè ogni narcisista) è un adoratore ma anche un dio che adora (ha un Falso Sé divino). Ogni nodo è equipotente e autosufficiente poiché cerca di consumare l’offerta narcisistica (attenzione, buona o cattiva che sia).

Come ogni religione del passato, il narcisismo sta rapidamente diventando un principio organizzativo ed ermeneutico (esplicativo). Infonde all’esistenza un significato e una direzione. È sia prescrittivo che proscrittivo. Alimentato da tecnologie come i social media, si sta diffondendo con più alacrità di qualsiasi altra fede storica del passato.

Anche il narcisismo patologico è missionario: il narcisista tenta di convertire potenziali fonti di approvvigionamento narcisistico e partner intimi per partecipare alla sua fantasia condivisa e adorare la sua grandiosa divinità, il Falso Sé.

Tutto quello espresso sopra si applica con uguale rigore alle collettività narcisistiche. È qui che si annida il pericolo: il narcisismo è aggressivo e intollerante, non empatico e sfruttatore. È un culto della morte. Eleva gli oggetti al di sopra delle persone.

In una società dello spettacolo, chiunque è reso merce. Il materialismo e il consumismo sono manifestazioni del narcisismo come lo è l’individualismo maligno e ostentato. Il narcisismo nella collettività è indistinguibile da quello individuale: è sempre contraddittorio e si traduce in un triste autolesionismo e autodistruzione.

Lasciato sciolto, sfrenato ed elevato ideologicamente, può portare all’Armageddon in più di un modo. L’ascesa del narcisismo è inesorabile. È paragonabile al cambiamento climatico e al cambiamento dei ruoli di genere: ora non si torna indietro. Se ho ragione, richiedono grandi adattamenti su più livelli, individuale, istituzionale e collettivo:

1- Imbrigliare la considerevole energia del narcisismo e canalizzarla in modi socialmente accettabili (sublimarla). Il narcisismo prosociale e comunitario potrebbe significare un compromesso praticabile, per esempio;

2 – Mettere in atto controlli, equilibri e istituzioni per prevenire gli esiti e gli aspetti più distruttivi, insidiosi e perniciosi del narcisismo;

3 – Preparare la popolazione generale ad accettare il narcisismo come parte del paesaggio e dello spirito del tempo. Quest’ultimo obiettivo può essere raggiunto al meglio attraverso tecnologie che forniscano sbocchi al narcisismo conforme e positivo e allo stesso tempo isolino gli utenti da una realtà sempre più narcisistica. I social media e il metaverso come precursori di questi compiti gemelli. L’atomizzazione e l’autosufficienza, così come la disintegrazione delle istituzioni sociali, sono semplici sintomi di questo cambiamento strutturale in ciò che significa essere umani.

By Sam Vaknin
fonte: https://www.newsintervention.com/
traduzione a cura di Narcisismo Patologico page

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