sono sopravvissuta a mia madre …forse

Di getto questo è il titolo del libro che vorrei/dovrei scrivere. Ma io non so se so scrivere un libro, e non so neanche se ho davvero qualcosa da dire.
Da vomitare molto, da dire non so.
Comunque il tema è chiaro: a 41 anni non ho ancora capito se mia madre è malata, cattiva, sadica, narcisista patologica, assolutamente normale, una grande stronza.
Per rispetto alla sua persona l’ultima ipotesi forse gliela auguro. Ma non mi va di parlare ne tanto meno di scrivere molto su una persona che non è in grado di ascoltare per più di 50 secondi cosa ho da dire io.
E a volte ancora mi chiedo come mai, davanti ad un pubblico (non tutti i pubblici) mi sento male, mi scoppia il cuore e non riesco a tirar fuori 2 parole di senso compiuto.
Zitta tu! Stai Zitta… ma sono passati tanti e tanti anni, ed io sono ancora fedele a quella promessa: “non parlo più”.
E a volte ancora mi chiedo come mai, davanti ad un/a perfett* anaffettiv* rischio di perdere la testa, nel migliore dei casi sono terribilmente attratta. E’ una cosa buffa: amore repulsione che mi gettano in un turbine di invivibilità con persone che starebbero bene in un manicomio criminale. Intendiamoci: al giorno d’oggi persone perfettamente integrate ma non per questo sane di mente.. anzi.. Mia madre era insegnante.

Oggi mi ripeto: sono una sopravvissuta e mi posso permettere tutto. Solo la vecchiaia mi fermerà… ma non è così. Mille miei atteggiamenti mi fermano, mi frenano.. sono la peggior giudice di me stessa. Ancora cerco risposte. Dal libro di Osho sui segreti della vita, Alla filosofia di Platone alla psicologia di Jung e company, dal femminismo della Lonzi alla filososfia femminista di Luce Irigaray… cerco solo quella risposta. Come ha potuto quella donna, mia madre, rinnegare se stessa e quindi me, sua figlia e sangue del suo sangue. Io ho una cana ed una gatta e, se mia madre mi amasse un decimo di quanto amo loro, sarei ricca, ricca, ricca.
ok! non ho l’amore materno, ho preso ultimamente delle gocce di fiori australiani per superare questo lutto, pare ci sia riuscita ma… il mio carattere si è bello che formato e, che mi piaccia o no, è qui a ricordarmi quasi ogni momento che non ho ricevuto quell’Amore. Una parte di me rimane con le braccia conserte e non vuole crescere, non vuole assumersi la responsabilità di un adulto. Ancora si rifiuta. Che fare?
Per ora continuo a leggere e a cercare di capire l’incomprensibile.

E tutto questo nel 2012.. anno di apocalisse. come dice jovanotti anche io sono cresciuta con un po’ di apocalisse e un po’ di topolino. ma… torna impellente la domanda: come può avermi rifiutato l’amore? e’ importante, forse se svelo l’arcano anche l’amore di coppia comincerà a sorridermi e non sarà quell’inferno di abusi e sopraffazioni che inevitabilmente rimetto in scena per poterli una volta per tutte risolvere, eliminare ed avere una vita normale… una vita normale.. cos’è?!?!? Credo se lo chiedano in molte.
Ed io con la moltitudine non vado d’accordo.. sono un’orsa diffidente e diffidata.

Allora sto cercando di lavorare sulla reciprocità! Non mettermi in situazioni dove quello che do è 90 e quello che prendo 10.. piuttosto mi do al volontariato.. giusto l’altra sera ho mandato 30 euro ad un’associazione che aiuta bambini e mi pareva di aver salvato il mondo e di aver fatto chissà cosa! Ma non posso giudicarmi, fa parte dell’ombra che incombe su di me. Tornando a lei… voglio spezzare con tutta me stessa questo sigillo di merda che mi porto fin dalla nascita. E’ un fardello pesante che contrasto solo con un carattere aspro.. nei miei confronti naturalmente. Sono aspra con me stessa ed ora tento di praticare anche la gentilezza… (post meditazione vipassana)
Ma devo tornare indietro, devo capire.. tanto ho tutto il tempo che voglio, tempo che mi sfugge e che spreco con la stessa solerzia di uno spendaccione. Anche questo lavoro di merda* lo leggo come una iattura post-madre sadica. Non vedo altro motivo per cui sopporto di essere pagata e sovvenzionata da una feccia che da anni si rifiuta di passarmi un lavoro dignitoso. Guardandomi intorno allora potrei pensare che anche molt* mie/i colleghi abbiano avuto simili tristi natali e la risposta è: forse si.. ogni caso è unico ma la tristezza dei nostri natali forse è davvero il tassello comune in questo luogo maledetto.

Dunque..anche il lavoro di merda! Ho tentato di coltivare la mia autostima in corsi paralleli alla mia vita ma i risultati sono stati un po’ scarsi.. avrò un riscontro nell’aldilà? Nell’aldiquà la vedo ardua. E’ già il tempo dei riscontri ed io forse qualcosa la vanto: non sono impazzita e non vivo sotto un ponte. Almeno non ancora.

Quando le mie amiche dovevano preoccuparsi di un 28 o di un 30 io dovevo prima pensare a come far addormentare quel mostro dentro di me che urlava all’infanticidio, alla violenza, al NON amore, alla manipolazione, alla truffa, alla menzogna. Urlava, graffiava, mordeva e non mi permetteva di fare nulla. Lo mettevo a dormire (grazie eroina, i momenti migliori dell’entrata nel mondo adulto me li hai regalati te) e poi anche io potevo giocare alla studentessa universitaria, prendere i miei 30 e anche 30 e lode, vedere morire un padre amato e vivere una con madre odiata, lasciare l’università e incontrare la Vita in una comunità di recupero per tossicodipendenti.

Ancora scrivo non so per chi ma ne ho un gran bisogno… ho bisogno di vedere i fili che legano qua e la i mille episodi di una vita buffa, buffissima.

Voglio spendere due righe per le ultime letture, rigorosamente di donne. La cosa buffa nella mia vita è nonostante l’esempio/madre completamente sballato, ho sempre ritenuto che la donna avesse quel qualcosa in più rispetto all’uomo, mi meravigliavo quando vedevo o parlavo con compagni di università che prendevano bei voti e pensavo: è in gamba, anche se uomo…


Sono trascorsi appena 2 anni ed ho ritrovato questo scritto in una chiavetta usata per portare dei documenti al mio commercialista.
Non so davvero cos’altro aggiungere se non che quell’”odiata madre” ha un cancro che la sta uccidendo e a me fa molto molto male. Ancora adesso la sua capacità di ascolto e curiosità nei miei confronti è pressoché vicina allo zero. Eppure, se non in rarissimi momenti, non riesco più a biasimarla. Ora siamo due, ora io sono qui, con la mia Vita, e lei è lì, con la sua morte sempre più vicina, ora provo davvero pena nel vedere il suo corpo che non la sostiene e la paura di qualcosa che non è e non sarà mai razionalizzabile, il viaggio nell’ignoto arriva per tutte.


Sono trascorsi circa 5 anni e, cercando Scum in pdf, di Valerie Solanas, ecco che mi incontro e scontro di nuovo con questo scritto. Lacrime e singhiozzi lasciati andare ma la consapevolezza che la Vita cambia, le situazioni cambiano, la risposta alla domanda che la Vita ci pone invece rimane inalterata…. Cosa fa la differenza? cosa puoi vedere oggi con il senno del poi? tanta e tanta acqua sotto i ponti ma la domanda rimane la stessa… e la risposta è una ed una solamente.

2020
Arieccomi!
Rido e piango, piango e rido ma sempre a testa alta e vado avanti… o indietro?
ma… dove sto andando. Castandeda o Don Juan direbbero: verso la morte.
E invece NO! io sono sempre alla ricerca.
Anni di yoga, meditazioni, un Maestro, insegnanti, eppoi arriva Lei: l’abuelita.
Sono davanti alla fermata dell’autobus ma non ho voglia di tornare a casa perciò prendo il mio cellulare e cerco su fb eventi nelle vicinanze. Compare una notifica su un seminario che inizierà tra circa 30 minuti a circa 300 metri da dove sono. Un seminario sulle piante sacre della foresta amazzonica: WOW! sono al secondo anno di una scuola per diventare fitopreparatrice erborista e sto scoprendo il mondo delle piante, il mondo vegetale, un mondo a me sconosciuto. Vado senza ripensamenti al seminario, gratuito per di più.

…ovviamente Continua (e sempre meglio)
Narcisismo Patologico o F.

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