Un grande dolore: il distacco!

Il distacco fa male, fa molto male, fa male perché bisogna lasciar andare ciò che amiamo, lasciarlo andare… o almeno così pensiamo: che il dolore sia mentale; non è dolore, è sofferenza.
Ciò che ci fa soffrire è la paura, alimentata dall’ego, dalla convinzione radicata di perdere qualcosa, di un possesso che non esiste, che non è reale.
Dal momento che non possiamo possedere qualcuno che non è nostro, che non è mai stato nostro e non lo sarà MAI.

I nostri genitori non ci appartengono, né i nostri amici, né il nostro partner, i nostri figli neanche ci appartengono, sono esseri liberi e indipendenti, con un proprio percorso da percorrere, proprio come noi.
Ecco perché non dobbiamo sottomettere la nostra felicità per qualcun altro.
Se non sei felice da sola, non sarai felice con nessuno.

L’attaccamento è il controllore di tutti i tempi, quello che ti aggancia ad un presente assente. D’altro canto, il distacco ci tiene nel qui e ora, è liberare l’altro, sapendo che qualunque cosa accada, TUTTO È PERFETTO.

E sì, questo potrebbe “farci molto male perché fino ad ora ci hanno insegnato che eravamo qualcuno solo se avessimo posseduto, qualsiasi cosa.
Si sono dimenticati di dirci che più possediamo, più schiavi diventiamo.
Come diceva Frida Kahlo: “È inutile che la fantasia abbia le ali, se il cuore è una gabbia”.
Ecco perché credo fermamente che l’indipendenza affettiva sia il regalo più grande che puoi fare a noi stesse e ai nostri cari. Quando lo raggiungiamo, allora e solo allora, possiamo gridare all’Universo di aver finalmente raggiunto la vera e piena libertà.

Una volta che ci si inizia a muovere verso il distacco, non c’è modo di tornare indietro.
Il distacco è staccarsi facilmente da cose, situazioni, persone sapendo che niente lascia la nostra vita che non verrà sostituita da qualcosa di migliore e che generi abbondanza.

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