Ancora non mi perdono ma non mi condanno più.

Pubblico anche questa condivisione. Forse l’avevo già pubblicata… sono tante in posta e non riesco a stare dietro a tutte purtroppo.
Qui però il coraggio di vedere, di prendere in mano la situazione, di cambiare le cose….
Grazie al coraggio di questa lettrice che condivide con noi la sua lotta e la sua conquista.
“Mentre la vivevo, nonostante il disagio e l’angoscia costante nella quale vivevo, non mi rendevo affatto conto di vivere una storia malata, mi sentivo malata io e mi colpevolizzavo di tutto.
In preda allo sconforto, continuamente ricattata, umiliata e vessata mi sono imbattuta nella descrizione del disturbo narcisistico della personalità su wikipedia e … buum.. finalmente i conti tornavano.
Non ho frettolosamente archiviato la cosa ma ho letto e studiato tutto quanto riuscivo a trovare sull’argomento in modo frenetico, quasi folle. Fagocitavo articoli per notti intere e in ogni attimo che la mia bimba neonata mi lasciava libera dormendo.
Ho ripensato, riflettuto, indagato. Tutto ma proprio tutto confermava che avevo avuto a che fare con un uomo disturbato incapace di amare altri che se stesso, egoista e manipolatore.
Purtroppo ho dovuto scoprirlo così, cercando di raccogliere i cocci della mia vita dopo che, appena nata nostra figlia, avevo scoperto il suo tradimento durato un anno e mi ero vista aggredita insultata diffamata umiliata da lui per aver portato alla luce tutto quanto. Considerato che l’avevo mantenuto per quattro anni e che tutti i miei risparmi erano stati spesi in quello che definiva un investimento (l’acquisto di una macchina “di lusso” che avrebbe dovuto rivendere all’estero) e che vivevo in una casa di corte umida e fredda totalmente inadatta ad ospitare una neonata, che la bambina di appena 54 giorni era nata con un parto difficile durante il quale le hanno procurato uno stiramento del plesso brachiale con conseguente paralisi ostetrica del braccio sinistro, che ero emotivamente distrutta da una gravidanza vissuta in solitudine combattendo contro le sue cattiverie e le sue assenze, da un parto sfortunato, da un dolore inimmaginabile per quanto capitato alla mia piccola beh.. mi stupisco di essere qui ora a raccontare la mia storia.
Mi stupisce perché ho pensato ogni giorno al suicidio per quasi un anno e solo il pensiero di mia figlia e della responsabilità che avevo verso di lei mi ha impedito di dare seguito ai miei cattivi pensieri.
Ho dovuto rielaborare il mio passato, rendermi conto che non c’era amore per me nel mio matrimonio. che nulla era sopravvissuto perché nulla c’era mai stato. Mi sono maledetta per non aver capito prima, per aver dato a mia figlia un inizio così duro e difficile. Ho scelto di lottare. sono ricorsa alla separazione giudiziale. Ho vinto.
Lui, il mio ex, con assoluta indifferenza ha continuato a presentarsi a vedere la figlia ogni settimana, sordo ad ogni mia richiesta di tipo economico, indifferente ad ogni mia richiesta di dedicare più tempo alla bambina, cure, giochi. Qualche sorriso, due bacini e poi via.. dall’amante (ora sostituita) cui aveva intestato i suoi beni.. compreso il “nostro investimento”.
Gli ho fatto causa e.. insulti minacce. era già successo quando tentai di mettere i suoi beni sotto sequestro cautelativo. Ora ha scelto di escludermi dalla sua vita come forma di ritorsione.
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art: Sveta Dorosheva

La considero una vittoria.
Io non mi sono “separata”.. ho posto fine ad un rapporto malato basato sullo sfruttamento e sulla manipolazione.
Cerco di guarire ogni giorno perché non mi sento mai al sicuro ma ho trovato un po’ di serenità e prego che lui non ritorni con il suo carico di cattiverie e umiliazioni, con la sua arroganza e le sue minacce. Non ho altro tempo da perdere io. Ora so quanto valgo. Ancora non mi perdono ma non mi condanno più.
Ora so che l’unica vittoria possibile è l’amore che lui non proverà mai.

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