Il Male secondo Scott Peck

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[…]La psicologia ha avuto la tendenza, in generale, ad agire come se il Male – il maligno – non esistesse. La psicologia ha però potenzialmente molto da aggiungere sulla questione […].

Prima di tutto, il Male è reale. Non è un’invenzione dell’immaginazione di uno spirito religioso primitivo che cerca di spiegare l’ignoto. Esistono veramente persone e istituzioni che rispondono con l’odio alla bontà e che, per quanto è loro possibile, distruggono il bene. Ciecamente, senza rendersi conto della loro malvagità di cui evitano di prendere coscienza. Come è stato detto nella letteratura religiosa, non amano la luce e fanno di tutto per evitarla, tra l’altro tentando di spegnerla. Distruggono la luce che vive nei loro figli e in tutti gli individui sottomessi al loro potere. […].

Piuttosto che aiutare gli altri a evolvere, li distruggono. Se necessario, arrivano a uccidere pur di sfuggire al dolore della loro evoluzione spirituale. Poiché l’integrità del loro Io malato è minacciata dalla salute spirituale di coloro che li circondano, cercheranno, in tutti i modi, di schiacciarla e distruggerla. Definisco il Male come l’esercizio di un potere politico, cioè come l’imposizione della propria volontà sugli altri con la forza, in maniera evidente o nascosta, con lo scopo di evitare di superare se stessi e di incoraggiare l’evoluzione spirituale.
La pigrizia ordinaria è il non-amore, il Male è l’anti-amore.

 

(Scott Peckpsichiatra americano)

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