Uscire da una storia con un narcisista patologico è come correre una maratona di 42 chilometri pensando di essere in due, per poi improvvisamente accorgersi di essere sempre stata sola

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Le parole di una lettrice per noi:

‘Uscire da una storia con un narcisista patologico è come correre una maratona di 42 chilometri pensando di essere in due, per poi improvvisamente accorgersi di essere sempre stata sola.
La fase successiva è comprendere che non c’era nessuna maratona e che non c’è mai stato alcun traguardo.
Tu non stavi nemmeno correndo. Ero ferma. Sola e ferma.
L’ultima consapevolezza, la più dura, è che questa solitudine e questa paralisi sono state la storia di tutta la tua vita. Questa rivelazione ti frantuma il cuore in mille pezzi.
Credo che questo sia l’inizio della fine della tua vecchia vita… ci si inginocchia di fronte ai resti del tuo cuore e con tanto coraggio e speranza si raccolgono i frammenti sparsi qua e là del proprio passato e ci si abbandona alla più potente e sconvolgente trasformazione che si possa vivere.
Ogni emozione, ogni lacrima e ogni grido di dolore saranno stati la colla invisibile del tuo nuovo cuore.
Un cuore che non sarà mai più solo’.

Ieri sera mi è venuto da dentro e ho pensato che potesse essere d’aiuto a qualcuno che sta vivendo il mio stesso momento… grazie per questa pagina fb… mi ha aiutato molto in questi ultimi mesi .. con stima M.

—————————————————————
Grazie di ❤ M.

 

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4 risposte a Uscire da una storia con un narcisista patologico è come correre una maratona di 42 chilometri pensando di essere in due, per poi improvvisamente accorgersi di essere sempre stata sola

  1. valeman82 ha detto:

    Grazie, si è proprio un incubo

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  2. Daniela ha detto:

    Al 99 per cento è provato che i narcisisti sono uomini…e di questo si parlava, poi per carità le donne avranno altre problematiche

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  3. Angela ha detto:

    Maschio o femmina..non è quello il punto. Forse si..c è idealismo ma non della singola persona quanto piu della situazione.. del traguardo che si crede condiviso. . E che forse, sana o no nel momento in cui si decide di essere 2 e non in 1 si crede che sia per entrambi. Idealizzazione però non è denigrazione..non è sminuire l altro per fini proprio.. questo credo sia doveroso sottolinearlo. .e forse questa è la reale differenza .
    Ps: credo che la maratona sia stata corsa.. forse però è stata corsa per 2.. e non in 2.

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  4. Anna ha detto:

    Non avrei mai saputo usare parole più adatte, hai descritto la tua storia, la mia storia e la storia di chissà quanti altri: piccola diversità: il mio cuore l’ho rivestito di metallo (full metal jacket), da oggi in avanti ricomincio a correre, davvero stavolta… E DA SOLA!
    Grazie ancora per le tue parole.

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