Madre non mi manchi

Di seguito pubblico la testimonianza inviatami da una lettrice della pagina.
Come lei scrive è una risposta ad un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa su una ragazza che si sentiva finalmente liberata dalla morte della madre.
Questo l’articolo per chi lo volesse leggere.

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“Sono cresciuta da sola con mia madre, senza una padre e il resto della famiglia lontana. Ho sempre saputo che mia madre fosse bugiarda, che fosse incapace di esprimere le proprie emozioni e che faceva ragionamenti strani, contraddittori, ma da piccola pensavo fosse semplicemente una persona particolare.
Dall’adolescenza in poi la mia vita è stata una guerra, nell’urlare a mia madre i miei bisogni che venivano continuamente ignorati o sminuiti, di lei che entrava in camera mia disprezzando ciò che amavo di più al mondo, le mie passioni; mi ha mandato in una scuola che era esattamente opposta alle mie attitudini, contro il parere degli amici, dei professori, degli psicologi e dell’orientamento scolastico. A scuola i professori continuavano a ripetergli che non ero adatta a quel percorso e lei ha proseguito col dire che ero io l’incapace che non voleva impegnarsi, che mi meritavo una scuola per chi non aveva voglia di fare nulla nella vita.
Lei ha fatto l’impossibile per farmi lasciare da un mio caro fidanzatino, ci ha reso la vita impossibile e distrutto quel poco di serenità che ci poteva regalare l’adolescenza. Ai 19 anni compiuti decisi di seguire le mie attitudini, nonostante il suo broncio (la tecnica del mutismo), ma purtroppo sempre sotto la sua aura. Molti amici, anche davanti alle difficoltà economiche, andavo a studiare fuori sede, io sempre vicino casa perché “i soldi non sono abbastanza”.
Una vita in cui qualsiasi desiderio di allontanarmi, di erasmus, di viaggio era fortemente osteggiata se non c’era lei a supervisionare, a sui dire perché incapace di provvedere a me stessa. Un giorno ho trovato un fidanzato che LEI approvava, pensavo di aver trovato una soluzione, di avere l’occasione di avere la mia libertà tanto agognata, invece LUI era un altro narcisista, che ha fatto squadra con mia madre. Il colmo del mio fidanzato era “non fare nulla di pericoloso che poi devo dirlo a tua madre”. Per lui il mondo era malvagio, noi dovevamo fare fronte comune per sopravvivere a quella realtà, attraverso le menzogne e all’apparenza, per arrivare ad avere i soldi perché tutto e tutti vivono in funzione di questi valori.
Tutto era grazie a lui, alla sua “benevolenza” nel sostenermi, quello che c’era di buono in me alla fine “era merito suo”. Eppure non facevo mai nulla di abbastanza per lui, non mi impegnavo a dimagrire, mi perdevo tempo in cose inutili (a suo dire) e non importava che mi rendessero felice. Vivevo dentro una gabbia di ansie, paure, di mortificazioni, denigrazioni, da parte di mia madre e da parte del mio ragazzo. Per lui un giorno ero bella, il giorno dopo “però non mangiare troppo che se ingrassi non mi piaci più”, il giorno dopo “sei così bella, potresti curarti di più” (non sei abbastanza). Dall’altra mia madre, criticava questo ragazzo in sua assenza ma davanti a lui lo chiamava “il figlio che non ho mai avuto”. Ero arrivata al punto da non mangiare più nulla, avevo perso il contatto con gran parte dei miei amici, il giorno della mia laurea è stato quasi più mortificante che di gioia (“finalmente la finisci con questa storia della laurea e ti metti a lavorare”).
Una madre incapace di mostrare emozioni, un fidanzato con il broncio perché avrebbe preferito essere altrove che perdere tempo quel giorno. Un anno dopo ho lasciato LUI e sono andata via di casa lontana da LEI.
Basta. Sono fuggita letteralmente, una volta lontana da casa sono stata calunniata, avevo tutta la famiglia contro, chi non ha vissuto dentro casa mi dava della pazza: “come? tua madre è una così barava persona, è così orgogliosa di te! parla sempre bene di te e tu l’hai abbandonata così” Una donna di 50 anni, assolutamente capace di provvedere ai suoi bisogni, autonoma e in salute, senza handicap, faceva intendere che “è stata abbandonata da una figlia ingrata”. Le gente non hai mai visto quella madre che invece del buon giorno ti dice che sei una stupida, incapace, che non sei mai abbastanza, che sei troppo grassa, ti dice di metterti a dieta, ma poi si presenta con il barattolo di Nutella sotto il naso. Ti dice che sei intelligente ma troppo stupida per farne qualcosa di utile (fare molti soldi tipo).
Da quando sono nata mai un abbraccio, un bacio, un ti voglio bene. Da piccola cercavo le coccole e mi scansava dicendo che “ero noiosa con quelle carezze”. Poi davanti agli altri non si risparmiava in frasi “ho fatto mille sacrifici per mia figlia”. Tu da figlia lo dici, lo denunci, e ti danno dell’ingrata, che tua madre ha quel carattere e bisogna amare quel genitore incondizionatamente. Sono andata via di casa, lasciando lui narcisista e lei manipolatrice, anni a ricostruire l’autostima, a lavorare, ad affrontare da sola problemi di salute abbastanza gravi e problemi economici, a rifarmi nuovi amici che lei non può controllare e avere un fidanzato che lei non conosce. Dopo diversi anni l’ho risentita e le uniche cose che ha detto sono state: non lavori, sei una mantenuta fannullona, ti lamenti della salute ma siamo tutti malati, se vuoi riavere dei rapporti con me torna qui e inizia a vivere con un lavoro vero. Ho sentito quelle frasi come se stesse parlando con un estraneo, l’ho vista per la prima volta per com’era. Niente rabbia, niente odio, niente urla.
Per la prima volta mi sono resa conto che negli ultimi anni avevo smesso di cercare la sua approvazione o un gesto di affetto. Un demone dal passato, con cui non voglio più avere a che fare.
Chi può fuggire dai propri genitori lo faccia, non devono sapere chi frequentate, chi amate, che passioni avete, quanti più chilometri mettete tra voi e loro è meglio, anche un paio di continenti se necessario.
Vi daranno degli stronzi, si appelleranno ai mille sensi di colpa che vi hanno inculcato nella testa per tanti anni, ma ponetevi sempre una domanda: è meglio convivere con dei folli o vivere una propria vita serena? Ho odiato mia madre, la notte sognavo di picchiarla a sangue, di giorno per i sensi di colpa passavo le giornate a piangere agognando un semplice “ti voglio bene”. Cercavo la sua approvazione o un qualsiasi gesto di affetto.. ma in fondo provavo solo rabbia. Non le ho mai augurato di morire, ma spero di non averla mia più nella mia vita.
Capisco i figli di genitori manipolatori che augurano la morte dei propri genitori, li comprendo profondamente, perché è come desiderare la morte di un violentatore che ha abusato di te, ti ha depauperato delle più basilari emozioni, incatenato, ferito e sai che parte di tutti questi problemi te li porterai per il resto della tua vita.
Trovate la strada per amare voi stessi, con lo yoga, con la terapia, con lo sport, ricostruite la vostra identità e la vostra autostima, prendete una valigia e andate via, lasciatevi tutto alle spalle. Non dite nulla, non calunniate, non urlate, non smentite, non fate nulla perché il narcisismo si nutrirà di ogni vostra parola, di ogni singola attenzione. Riscoprire le vostre passioni, le gioie, le cose belle che vi rendono felici, le piccole cose, cambiate amici se necessario e imparate anche a restare da soli con voi stessi. Sarà un percorso lungo, anche tutta la vita, ma riuscire a godere della felicità senza sensi di colpa, senza mortificazioni, senza invidia e senza rancori non ha prezzo.
Oggi non piango più tutti i giorni, non mi sento depressa, non ho più attacchi di panico, non ho paura delle persone che mi stanno vicino, non ho paura di vivere e non mi sento in colpa di essere finalmente felice.”

a forza di farcela ce la facciamo

Un immenso GRAZIE di cuore per questa condivisione!
Io sono con Te! Ti comprendo e ti auguro mondi di gioia.

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Una risposta a Madre non mi manchi

  1. ghiacciata ha detto:

    Mia cara
    Sono uguale a te
    In tutto e per tutto
    Io spero che crepi
    Mio padre, sua fotocopia, l’ho escluso dalla mia vita da 25 anni, non ha mai visto i miei figli, che sanno che esiste, ma che era un padre cattivo
    Noi siamo delle sopravvissute
    Siamo eroi

    Piace a 1 persona

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