Hannah Gadsby – Nanette

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“……..Non vi sto raccontando la mia storia per fare la vittima. La mia storia ha un valore.
Ve la racconto perchè voglio che sappiate quello che so anche io, che chi viene reso impotente non perde la propria umanità. Quell’umanità è la vostra resilienza. Gli unici che perdono l’umanità sono coloro che si arrogano il diritto di rendere un altro essere umano impotente. Sono loro i deboli. Arrendersi senza farsi distruggere richiede una forza incredibile. Se distruggi la donna distruggi il passato che rappresenta. Ma non permetterò che la mia storia venga distrutta.
Cosa avrei dato per sentire una storia come la mia. Ma non per dare colpe. Non per la mia reputazione, i soldi o il potere. Ma per sentirmi meno sola. Per sentire un legame. Voglio che la mia storia sia ascoltata perchè paradossalmente penso che Picasso avesse ragione. Potremmo creare un mondo migliore se solo riuscissimo a vederlo da diversi punti di vista, quante più prospettive possibili. Perchè la diversità è forza. Le differenze ci insegnano. Se temi ciò che è diverso, non imparerai nulla. L’errore di Picasso era la sua arroganza. Credeva di poter rappresentare tutti i punti di vista. E il nostro errore è stato quello di invalidare il punto di vista di una ragazzina diciassettenne perchè credevamo che il suo potenziale non avrebbe eguagliato il suo. Col senno di poi, tutti i nodi vengono al pettine. La smettete di farmi perdere tempo? Una diciassettenne non sarà mai e poi mai nel fiore degli anni! MAI! IO LO SONO! Perchè non provate a prendervela con me? Nessuno si azzarderebbe anche solo a provarci a prendersela con me perchè sapete bene che non c’è niente di più forte di una donna a pezzi che si è rimessa in piedi.
Agli uomini in sala… che si sentono un po’ perseguitati da me stasera: complimenti.
E’ più o meno quello che ho fatto. Ma questo è teatro. E’ stato un assaggio di un’ora.
Per me è una vita che è così. Il danno che ho subito è reale e debilitante. Non riuscirò mai a rifiorire. Ma è per questo che devo smettere di fare la comica. Perchè è l’unico modo per raccontare la mia storia e creare tensione è con la rabbia. Sono arrabbiata e penso di averne il diritto. ma non ho il diritto di seminare rabbia nelle altre e negli altri. Non ce l’ho. Perchè la rabbia, come una risata, può unire degli estranei come nessun’altra cosa al mondo. Ma, anche se legata a un sorriso, la rabbia non ti libera dalla tensione perchè la rabbia è tensione. Un tipo tossico e contagioso di tensione. Ha il solo scopo di seminare l’odio e io non voglio averci a che fare perchè la libertà di parola è una responsabilità e anche la rabbia di una vittima non sarebbe comunque costruttiva. Costruttiva non lo è mai. Ridere non è la nostra medicina. La cura è nelle storie che raccontiamo. La risata è solo il miele che addolcisce l’amaro della medicina. Non voglio che vi uniate ridendo o arrabbiandovi. Volevo solo far ascoltare, sentire e capire la mia storia a persone capaci di pensare da sole. Perchè, che vi piaccia o meno, la vostra storia è la mia. E la mia storia è la vostra. E’ solo che non ho pià la forza di occuparmi della mia storia. Non voglio che sia definita dalla rabbia. Posso solo chiedervi di aiutarmi a occuparmi di questa storia. Sapete perchè abbiamo i girasoli? NOn è perchè Vincent van Gogh ha sofferto. E’ perchè Van Gogh aveva un fratello che gli voleva bene. Nonostante il dolore aveva qualcosa che lo teneva legato al mondo. Ed è su quello che le nostre storie dovrebbero concentrarsi. I legami.
Grazie”

Hannah Gadsby: Nanette
https://www.netflix.com/title/80233611

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