Ritrovamenti pre-trasloco

Prima di gettare quest’ennesima fotocopia la riscrivo qui.
Credo che meriti una condivisione.

Accettare la propria imperfezione
semplicemente rimanendo dove siete,
la vostra vita può diventare utilizzabile e perfino meravigliosa.
Comprendete di poter stare seduti su un trono come un re o una regina.
La regalità di questa situazione vi mostra la regalità
che deriva dall’essere calmi e semplici.

amare-se-stessi1.jpgAttraverso la pratica del rimanere tranquillamente seduti e del seguire il respiro
mentre scompare e si dissolve, entrate in contatto con il vostro cuore.
Semplicemente, lasciandovi essere così come siete,
sviluppate una genuina simpatia per voi stesse.

Le vostre aree meno evolute hanno il diritto di esistere.
Vi sussurrano di cose passate,
vi sussurrano la confusione, il mancato appagamento,
la pena dell’anima separata da suo Dio
e lo struggente desiderio di ritornare a quell’Unità.

Rendetevi conto che su questa Terra
ci può essere soltanto perfezione relativa.
Rendetevi conto che non c’è bisogno che siate perfetti
per essere amati. Amatevi con le vostre imperfezioni,
teneramente e totalmente. Siate gentili con voi stesse.
La richiesta di perfezione sul piano fisico
può essere il vostro peggiore nemico.

Insistere sulla perfezione preclude la crescita.
Accettare l’imperfezione come parte della vostra umanità
significa crescere.
Se potete amare la parte di voi che pensate sia imperfetta
allora il processo di trasformazione può iniziare.
Quando la giudicate e la escludete dal vostro cuore
diventa una corazza che blocca la Luce.

Se negate quello che la vostra natura è,
diventate profondamente dipendenti da quel diniego.
Quando accettate quello che c’è, nella sua verità, vi liberate.
Ci si libera con l’amore.

Quando troverete la Luce dentro di voi saprete
che siete sempre state al centro della saggezza.
Quando penetrerete a fondo in chi realmente siete, con la vostra chiarezza
e la vostra confusione, le rabbie, i desideri e le distorsioni,
troverete il vero Dio vivente. E allora direte:

“Ti ho conosciuto per tutta la mia vita
e ti ho chiamato con molti nomi diversi.
Ti ho chiamato madre, padre e figlio.
Ti ho chiamato amante.
Ti ho chiamato sole e fiori.
Ti ho chiamato cuore mio.
Ma mai, fino a questo momento,
ti ho chiamato Me Stessa.”

 

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Scritto ritrovato fra alcune fotocopie e di cui non conosco la fonte.
Natuaralmente è valido sia al femminile che al maschile.

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