Sindrome da abuso narcisistico – Che diavolo è?

narcisismo-trauma-guarireQuando un uomo o donna soffrono di disturbo narcisistico della personalità, posseggono un modello di comportamento anomalo e talmente negativo da creare, nelle persone che sfortunatamente hanno delle relazioni con loro, un vero e proprio massacro.

Il loro comportamento disfunzionale porta ad un brutale, insensibile e violento sfruttamento delle vittime e crea un vissuto denominato Sindrome da abuso Narcisistico (NVS – Narcissistic Victim Syndrome ); è stato scritto molto sul Disturbo Narcisistico di Personalità  (Narcissistic Personality Disorder – NPD); quasi nulla sulla Sindrome da abuso narcisistico.
Il manuale di diagnostica e statistica dei disturbi mentali (DSM-IV), pubblicato dall’Associazione Psichiatrica Americana è considerata la bibbia di tutti i professionisti del settore e copre ampiamente il Disturbo Narcisistico di Personalità  (NPD).

Nonostante non ci siano dei testi sugli effetti delle relazioni e dei rapporti con Narcisisti e sulle conseguenze riguardo la salute delle persone abusate da NP, grazie al lavoro, allo studio ed alla dedizione di molti psicoterapeuti è ormai chiaro che una serie di caratteristiche sono ricorrenti nelle vittime di abuso narcisistico.

Una cosa positiva è che i terapeuti americani stanno spingendo per l’identificazione e riconoscimento di questa sindrome e la sua inclusione nel manuale di diagnostica e statistica dei disturbi mentali (DSM-V del 2013) perché tutti i terapeuti possano avere delle linee guida per formulare un tipo di terapia per chi soffre di sindrome da abuso narcisistico (NVS).

Primo, Cosa si intende con “Sindrome”?

La parola sindrome nasce dal greco “Syn” che significa insieme e da “Dramein” che significa con-correre.
Quindi l’Insieme dei segni e dei sintomi che concorrono a formare una situazione clinica particolare in un individuo che si ammala in seguito ad abusi fisici, mentali, emozionali e spirituali.
Per poter diagnosticare un paziente vittima di sindrome da abuso narcisistico – NVS – il terapeuta deve accorpare segni e sintomi ed accedere al nucleo interiore del paziente man mano che questo porta la sua storia personale e si apre al lavoro di terapia; in questo modo il terapeuta può vedere se il paziente sta manifestando i sintomi della Sindrome da abuso narcisistico (NVS) oppure una forma di abuso meno “invalidante”

I terapeuti hanno informazioni a sufficienza sugli effetti del Narcisismo sulla Vittima?

Per quanto riguarda gli psicoterapeuti in Irlanda, posso dire in forma confidenziale “assolutamente no”. Il Disturbo Narcisistico della Personalità è prevalentemente il campo di psichiatri, psicologi, e servizi di salute mentale; così di conseguenza, un narcisista diagnosticato sarebbe raramente mandato da uno psicoterapeuta al di fuori dei Servizi di Salute Mentale. Come conseguenza, naturalmente, i Servizi di Salute Mentale si concentrano solamente sulla vulnerabilità e sul trattamento del paziente narcisista affidato a loro, la vittima non è la loro priorità; a meno che la vittima finisca in cure psichiatriche da qualche parte in futuro. È più probabile che le vittime si presentino da un consulente o psicoterapeuta, non perché sanno di poter soffrire di NVS (Sindrome da abuso narcisistico), ma perché non riescono a gestire la loro vita. Ho parlato con molti altri terapeuti e, sebbene conoscano il narcisismo, nessuno si sente sufficientemente preparato a riconoscere il comportamento narcisistico e i suoi effetti sulla vittima, e si sentono lasciati soli a lavorare sulla Sindrome da abuso Narcisistico. Poiché la maggior parte dei corsi di psicoterapia irlandesi fanno poca o nessuna preparazione in questa area, e il fatto che poco o nulla è stato scritto nella letteratura medica riguardante le vittime di abuso narcisistico, noto che , la maggior parte dei terapeuti, non per loro colpa, sono mal preparati per lavorare con pazienti con questo disturbo. Se si leggono i forum di supporto per i sopravvissuti di abuso narcisistico, si sentirà costantemente dire che i loro terapeuti non comprendevano la profondità della sofferenza a cui erano stati sottoposti, e che il termine “abuso narcisistico” era stato raramente loro menzionato.
Comprendere la Sindrome da abuso narcisistico (NVS) richiede per prima cosa la comprensione del Disturbo Narcisistico della Personalità (NPD).

Al fine di essere un terapeuta efficace nell’area dell’abuso della vittima del narcisista, è indispensabile comprendere tutto il possibile sullo spettro del comportamento narcisistico. Lo spettro del narcisismo esiste in un continuum, da un sano narcisismo, a tratti non sani, e fino al Disturbo narcisistico patologico della personalità. In ogni caso, il narcisista non deve mostrare tutti i tratti associati alla fase patologica conclamata del narcisismo per causare danni incalcolabili alle sue vittime. Per questo, i terapeuti hanno bisogno di conoscere loro stessi i tratti narcisistici e le dinamiche relazionali tra il narcisista e la vittima. Mi riferisco al bisogno schiacciante dei narcisisti di diritto, controllo, potere, grandiosità e di sentirsi speciali, e come essi usano queste caratteristiche per mantenere le loro fantasie onnipotenti ed il loro ego vulnerabile intatti.
A causa della mancanza di attente cure durante l’infanzia (sia iper protetti o poco protetti), il narcisista non sviluppa il “Vero Io” che è necessario per una vita sicura di sé. Una indifferenza verso i bisogni basilari del bambino turba lo sviluppo dell’autostima e l’abilità di funzionare in modo efficace. Per proteggersi, essi investono molta energia nel costruire difese. Una di queste difese è quella di sviluppare un “Falso sé” che è una maschera comportamentale che permette loro di mettere in scena un essere reale in pubblico. Tuttavia, questa finzione fa si che il narcisista stia sempre attento a non essere “scoperto”, rendendolo eccessivamente sensibile al danno narcisistico.
Il danno narcisistico è una qualsiasi minaccia percepita (reale o immaginaria) alla stima di sé o alla autostima del narcisista. Così per mantenere l’illusione e proteggere il falso sé da ogni oscillazione di un ego perfetto deluso, il narcisista pretende di ricevere perfetto rispecchiamento, carezza (come riconoscimento sociale) e risposte dalle sue vittime; questa attenzione è conosciuta come approvvigionamento narcisistico.

Cos’è il nutrimento narcisistico?

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Il nutrimento narcisistico è qualunque cosa che possa proteggere il narcisista dal provare un senso di vergogna o di abbandono ed è parte integrante del narcisismo.
Il narciso ha bisogno del nutrimento narcisistico per difendere il proprio fragile ego. Questo gli può provenire da due fonti distinte:
il Nutrimento Narcisistico Primario, che fornisce tutta l’attenzione di cui il narciso patologico ha bisogno. La natura dell’attenzione può essere in forma pubblica (fama, celebrità, notorietà o infamia, ecc.) o in forma privata (ammirazione, lusinga, plauso, paura, repulsione ecc.).
Il Nutrimento Narcisistico Secondario si riferisce a tutte le persone o cose che alimentano la riserva con regolarità (moglie, figli, amici, colleghi, partner, clienti ecc.). Quest’ultima forma di nutrimento permette al narciso di avere una vita più normale e gli dà orgoglio, sicurezza finanziaria, distinzione sociale e il supporto sociale di cui necessita.
Tuttavia il nutrimento narcisistico non si limita alle persone, si può applicare a qualsiasi oggetto inanimato che abbia la possibilità di attrarre attenzione e ammirazione verso il narciso (ad esempio un’auto di lusso, una bella casa, abbigliamento firmato, l’essere membro di una chiesa, un circolo, un’azienda o un culto). In breve qualunque status symbol per il narciso è “nutrimento narcisistico”.
Il terapeuta dovrà anche sapere come questi comportamenti siano spesso accoppiati alle multi-dipendenze ossessive del narciso. Ossessionato dall’illusione di un falso sé e con un senso esasperato della propria superiorità, potere e controllo il narcisista si rende suscettibile a tutti i tipi di ossessione, compulsione e dipendenza; ad esempio la dipendenza da nutrimento narcisistico; smisurata grandiosità; bisogno di Controllo e Potere; bisogno di fama; eccesso di rabbia, perfezionismo, attenzione, ecc.
Senza una conoscenza completa del narcisismo, il terapeuta non ha modo di comprendere gli effetti devastanti dell’abuso narcisistico sulle vittime che ha in cura, effetti che possono essere così opprimenti da sfociare nella Sindrome della Vittima del Narciso. Ad oggi faccio molto lavoro in quest’area e la mia missione è di insegnare ad altri terapeuti tutto quello che ho imparato in modo che diventino più efficaci nell’operare su questa forma di abuso che si sta diffondendo moltissimo.
La mia intenzione non è quella di mettere in cattiva luce coloro che soffrono di Narcissistic Personality Disorder (Disturbo Narcisistico di Personalità) al contrario, credo che siano stati a loro volta vittime di abusi in passato e che soffrano moltissimo nel quotidiano. Ciò che spero è che la mia indagine generi compassione nei confronti dei narcisi e delle vittime e fornisca ai terapeuti strumenti per riconoscere ed operare sull’abuso narcisistico nel processo terapeutico.

Cos’è la Sindrome da Abuso Narcisistico o Sindrome da Vittima di Narcisismo (NVS – Narcissistic Victim Syndrome )?

Prima di tutto, quale è la definizione della parola “vittima“? “Una vittima è una persona ferita, offesa o uccisa come effetto di una azione criminosa, di un incidente o di un altro accadimento o azione“. Dunque, ritengo che possiamo affermare con certezza (sulla base di questa definizione) che qualunque persona abbia avuto esperienza di un abuso narcisista é stata ferita, offesa e, in alcuni casi, persino uccisa in conseguenza del comportamento di un narcisista, dunque si tratta di una vittima. Quando lavoro con persone che mostrano sintomi della Sindrome da Vittima di Narcisismo, la cosa che maggiormente mi salta agli occhi é che quella persona si sente così lacerata perchè non riesce a rendersi conto di cosa le sia accaduto.

Prima che possano iniziare a rimettersi insieme i propri pezzi, ritengo sia vitale che il terapeuta, nello spazio del processo di psicoterapia in corso, renda la persona edotta relativamente all’area del (NPD) Disturbo Narcisistico di Personalità (il cosa, il quando, il come e il perchè dell’ abuso..), in modo che possa iniziare a prendere coscienza di cosa stava realmente accadendo nel momento in cui la relazione aveva luogo.

Senza questo tipo di informazioni è ipoteticamente impossibile che riesca a ri-costruire un livello sano di autostima, col rischio che resti vulnerabile ad una possibile ri-vittimizzazione e a future trappole con altri narcisisti. Una volta che una persona è diventata vittima di un narcisista (che ciò sia avvenuto durante l’infanzia o in diverse età della vita), è diventata inconsciamente idonea ad entrare nella “contorta danza” che la apre alla eventualità di ulteriori abusi.

221459558E’ necessario che il terapeuta con una certa accortezza accenda una luce su ciò che la persona sta facendo in questo “ballo” che la rende una vittima. Lo ripetiamo, una “Vittima di Narcisismo” è qualunque persone venga ferita, offesa o uccisa da un’altra persona che mostra sintomi di narcisismo patologico (il che può avvenire secondo una diversa gradazione di gravità). La vittima deve arrivare a comprendere che questo “ballo” di codipendenza richiede due persone: il compiacente che si dà da fare e il ricevente/controllore (narcisista/fanatico), insieme i due partners “danzano” in un accordo perfetto, e la follia ha inizio. Le conseguenze per la vittima che non comprende l’intrigo che è alla base di questo passo a due è che, non importa quanto spesso cercherà di evitare partners “insani”, li ritroverà abitualmente tornando sulla stessa pista di ballo, cambierà solo il motivo della musica.

Il terapeuta deve essere ben consapevole che il narcisismo è un disturbo molto complesso che dà origine a moltissima sofferenza, sia alla persona affetta dal disturbo sia a coloro che quotidianamente si relazionano con il narcisista. Quando parlo di abuso narcisistico (abuso che può condurre alla Sindrome della Vittima da Narcisismo), sto parlando di una forma di abuso estremamente insidiosa. E quando dico “Insidioso” intendo dire che l’abuso è nascosto, scaltro e spesso si esplica in forma indiretta. Questa forma di abuso è spesso portata avanti in modo sottile e celato, perchè il narcisista si sottopone a grandi fatiche pur di evitare che pubblicamente sia visto come l’abusante.

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Dr Jekyll e Mr Hyde

Questo comportamento da Dr. Jeckyll e Mr. Hyde da parte del narcisista (amorevole un minuto prima e completamente incollerito il momento dopo) può infliggere una grave sofferenza alla vittima. Comprensibilmente, la paura, l’angoscia, la confusione, il subbuglio interiore di cui fa esperienza la fa camminare su gusci d’uovo, pur di evitare ulteriori conflitti con il narcisista. Gli effetti sulla vita, nel tempo, possono essere sicuramente drammatici.

Mi piace paragonare il narcisismo ad un verme parassitario che ha la capacità di penetrare al di sotto della pelle, dove non può essere visibile a sguardi testimoni, ed è libero di ferire o consumare il suo ospite lentamente, lasciando traumi o malanni al risveglio. Tra le altre cose, il narcisista può continuare a vivere all’interno della vittima persino dopo che questa sia riuscita ad allontanarsi; è come se il suo seme continuasse a proliferare.
Comunque, quando parliamo di Vittima di Abuso Narcisistico, parliamo dell’ abuso causato da una persona con un disturbo di personalità, e la maggior parte delle volte, tale disturbo non è stato diagnosticato a livello medico, ragione per cui l’individuo narcisista si muove ‘in incognito’ in società (a casa, sul posto di lavoro, nelle organizzazioni, nelle strutture sociali, ..). E’ vitale comprendere che il disturbo narcisistico di personalità è una disturbo mentale grave, nel quale le persone hanno un senso grandioso della loro importanza e un profondo bisogno di essere notati ed ammirati.
Il narcisista crede di essere superiore agli altri, ed ha poco riguardo per i sentimenti delle altre persone, a prescindere da chi siano (coniuge, figli, genitori, parenti, amici, colleghi, compagni..) Le altre persone sono meri oggetti che devono servire a soddisfare tutti i bisogni di appagamento del narcisista, e questi userà ogni forma di abuso senza senso di colpa, empatia o coscienza, per essere sicuri che ogni suo desiderio sia soddisfatto.

Che aspetto hanno le vittime della sindrome narcisistica?

E’ possibile che questi clienti entrino nello studio (del terapeuta) e dicano : “Io sono vittima di abusi narcisistici?” La risposta è: assolutamente no! Sono come tutti i clienti che entrano nello studio di un terapeuta per la prima volta. E’ assai probabile che sottopongano un problema piuttosto comune e riconoscibile come ad esempio sentirsi depressi, avere attacchi di panico o la sensazione di non riuscire a reagire. Non hanno idea di aver vissuto in una “zona di guerra” con una personalità narcisistica al comando (nel passato o nel presente). Tuttavia il terapeuta non deve temere di non essere in grado di gestire questa sindrome. Se ha completato la sua formazione, allora dovrebbe avere le capacità necessarie per lavorare con questa sindrome. Armato della conoscenza sull’abuso narcisistico e delle competenze pratiche per gestire questo trauma, diventerà l’ancora di salvezza per qualunque vittima di questo tipo di abuso. Come tutti i clienti che entrano in terapia, hanno una storia da raccontare e pertanto hanno bisogno di qualcuno che diventi un ascoltatore attivo e che avvalori ciò che è loro successo. Per come la penso, l’avvalorare l’esperienza della persona sin dall’inizio è vitale. Questi clienti non sono pazzi, tuttavia sembrano spesso eccitabili o nervosi; il loro livello di paura può essere alto mentre quello della loro autostima è basso. Presentano spesso comportamenti compulsivi e ossessivi, fobie, attacchi di panico e così, a volte, hanno di fatto la sensazione di diventare matti. Possono soffrire di insonnia e di disturbi alimentari per cui possono essere sottopeso (come mezzo per esercitare il controllo) o sovrappeso (come risultato del mangiare per auto-consolazione).
Quando si lavora con queste vittime, si lavora con emozioni quali shock, rabbia, paura e colpa. Spesso la vittima soffrirà di disturbo post-traumatico da stress o di disturbo post-traumatico da stress complesso. I sintomi di questo disturbo possono essere raggruppati in tre categorie principali: ri-esperienza (flashback, allucinazioni, incubi, etc.), evitamento (persone, luoghi, pensieri, perdita di interesse), ipervigilanza (emozioni eccessive, difficoltà nel dormire e di concentrazione, scoppi di rabbia, ansia, attacchi di panico etc.). Si noterà anche l’inclinazione del cliente a “dissociarsi” mentre gli si parla. In altre parole, è come se il cliente tendesse a “compartimentalizzare la propria esperienza”; cosi facendo il cliente può apparire staccato dalle proprie emozioni, dal proprio corpo e dall’ambiente circostante. Questa esperienza si chiama derealizzazione. La dissociazione può essere il risultato diretto di un trauma, spesso vissuto in forme multiple nei traumi narcisistici infantili (abuso fisico, psicologico, sessuale). La dissociazione è un meccanismo di difesa automatico ed efficace per far fronte allo stress enorme al quale il bambino è sottoposto. E’ come se il bambino “saltasse fuori” dal proprio corpo per scollegarsi dalla realtà intollerabile dell’abuso a cui è sottoposto; dissociandosi è in grado di sopportare l’esperienza altamente traumatica senza doverla vivere completamente. Una volta ho lavorato con una cliente che da bambina era stata abusata sessualmente dal padre narcisista. La faceva rientrare a casa quando lei era fuori a giocare con gli amici, abusava di lei sessualmente, poi la rimandava subito a giocare. La cliente raccontava come, durante l’abuso sessuale, lei scappasse dal suo corpo, andasse sulla cima del guardaroba e guardasse cosa stava succedendo alla bambina nel letto. Si riferiva alla bambina nel letto come alla “ragazza sfacciata” e a quella sulla cima del guardaroba come alla “brava ragazza”. La bambina sfacciata non usciva mai di casa, era la brava ragazza che tornava fuori a giocare con gli amici. Questo meccanismo di difesa protegge la bambina dall’annientamento totale dell’io quando il sistema nervoso è portato forzatamente al limite. Tuttavia, l’effetto a lungo termine della dissociazione è che può diminuire il funzionamento psicologico della vittima. La dissociazione è una strategia cruciale per proteggere la persona durante una crisi. Sfortunatamente però, i sopravvissuti ai traumi spesso fanno un eccessivo affidamento sulla dissociazione quando si trovano in una situazione di tensione trasformandola in una risposta automatica allo stress. L'”anestetizzare” il corpo non è un vantaggio quando si è chiamati a vivere nel mondo perchè ciò può compromettere l’abilità di fornire risposte adeguate di lotta o fuga a qualunque tipo di minaccia esterna all’io. Naturalmente, i livelli di dissociazione sono variabili: dal sognare a occhi aperti alle fantasticherie, lasciando il proprio corpo alla derealizzazione (l’esperienza costante della dissociazione). In terapia, la dissociazione diminuisce drasticamente l’abilità del cliente di essere presente al processo (terapeutico) e se non controllata può diventare un grosso ostacolo. Il terapeuta deve procedere con cautela all’inizio costruendo fiducia e sicurezza per non far “deragliare” il sistema del paziente. Spiegando che cos’è la dissociazione, il terapeuta può gentilmente portare l’attenzione del cliente a quando sta “andando via”.

sindrome-di-atlante-narcisismoLa conseguenza di un abuso narcisistico può includere qualunque dei seguenti sintomi: bassa autostima, auto-mutilazione (autolesionismo), pensieri suicidi, dolore cronico, disturbo post-traumatico da stress, depressione e somatizzazioni. Le somatizzazioni sono una serie di sintomi fisici che le vittime possono provare e in genere vanno dal medico per trovare un rimedio. La maggior parte dei dottori non riesce a fornire una diagnosi vera di ciò che sta davvero succedendo poichè non sono in grado di classificare i sintomi privi di origini fisiche identificabili. In assenza di una patologia organica evidente e riconoscibile, al paziente viene diagnosticata una “malattia psicosomatica”.
Le somatizzazioni creano un vero problema alla salute generale di queste persone. Molti dei sintomi della loro salute cagionevole sono il risultato diretto dei loro ricordi repressi dell’abuso narcisistico subito generalmente durante l’infanzia; per esempio un bambino può soffrire seriamente di crampi come risposta alla paura provata durante l’abuso. Poi, da adulto, può svegliarsi con dei crampi senza che il dottore riesca ad identificarne l’origine. In questo caso, è possibile che stia avendo accesso a dei ricordi repressi dei quali non ha coscienza, ma il suo subconscio è disperato per purificare se stesso. Questi clienti con disturbi somatoformi hanno sicuramente consultato più di un medico alla ricerca di un trattamento efficace , molti dicono che i dottori hanno riconosciuto che la causa che sta alla base è di origine emotiva e quindi, in genere, indirizzano il paziente da uno psicoterapeuta. Molto spesso, i sintomi vengono curati dopo aver rimosso la causa emotiva di fondo e la memoria repressa ha la possibilità di emergere ed essere liberata in sicurezza nell’ambito di uno spazio terapeutico.
I clienti che hanno subito abusi narcisistici provano sentimenti quali vergogna ed umiliazione e ciò è dovuto al fatto che colui che abusa proietta la sua vergogna sull’abusato. Le vittime, tendono ad essere troppo responsabili ed inclini ad incolparsi poiché hanno imparato ad assumersi la responsabilità del comportamento dei narcisisti. Ogni volta che la rabbia narcisistica si scatena, senza dubbio la colpa viene data alla vittima (i.e. “E’ colpa tua, avresti dovuto sapere che mi avresti turbato, ora guarda ciò che hai fatto!!!”). Potrebbero comportarsi da inferiori o impotenti e sentirsi veramente in colpa parlando di chi li ha feriti fino al punto di volerli proteggere. Spesso si comportano dimostrando disgusto x la loro persona, pensando di non essere abbastanza bravi, abbastanza intelligenti, abbastanza carini, etc.
Le vittime sono spesso prese di mira da più di una persona. Possono riferire di una seconda relazione che rispecchia la stessa esperienza avuta con il primo colpevole di abuso. Molto spesso, la prima ferita viene sperimentata durante l’infanzia. Può essere stato un genitore, un nonno/a, un fratello/sorella un amico/a della vittima etc. Essendo diventati nuovamente vittime, spesso interiorizzano l’idea che c’è qualcosa di sbagliato in loro e che meritano questo tipo di abuso rassegnandosi così al loro destino. Può diventare evidente che non sono riusciti a sviluppare le loro potenzialità tanto nella loro vita personale o in quella professionale. Questo è in parte dovuto al fatto che hanno sempre dovuto rimanere nell’ombra del loro aggressore senza riuscire a fare di meglio. Imparano a vivere nell’oscurità senza veramente sapere il perchè. Questi sono alcuni dei segnali che si possono cercare. Ma ci sono sintomi più complicati ancora da svelare e che necessitano di una spiegazione più complessa.

Nella Sindrome da Abuso Narcisistico o Sindrome da Vittima di Narcisismo (NVS) si deve ricercare un gruppo particolare di sintomi:

Per ciascuno di questi sintomi menzionati che si possono ritrovare in un paziente, sebbene si presentino solitamente in gruppo, è possibile iniziare a riscontrare la presenza della sindrome. Sono molti gli elementi sintomatici del trauma che possono essere identificati (comportamento evitante, perdita di interessi, il sentirsi dissociati, la sensazione di un futuro limitato, difficoltà nel sonno o nell’alimentazione, irritabilità, ipervigilanza, il sentirsi facilmente in allerta, flashback, la sensazione di essere senza speranza, malattie psicosomatiche, autolesionismo, pensieri suicidi, ecc.). Nel corso del vostro lavoro insieme, potreste anche rendervi conto che la vittima sembra spesso difendere il proprio abusante. Mentre la situazione potrebbe non avere senso dal punto di vista della società, ne ha assolutamente dal punto di vista psicologico.

Ciò a cui probabilmente assisterete è quella condizione psicologica che viene definita come “Sindrome di Stoccolma“. Tale sindrome comporta un legame emotivo forte tra la vittima e il suo carnefice narcisista; è noto che questo “legame da trauma” è una strategia di sopravvivenza per le vittime di abuso e intimidazione narcisista. In un ambiente così ostile, la vittima impara ben presto che il suo abusante porta a compimento le sue minacce, per cui lei è realmente in pericolo. Le minacce alla sua incolumità fisica o psicologica la terrorizzano e la fanno sentire perduta ed isolata. Ma poi, in modo assolutamente contraddittorio, può anche trovarsi a ricevere piccole gentilezze da parte dell’abusante, che la fanno sentire di nuovo legata e questo legame la fa sentire ancora una volta al sicuro.

stoccolmaE’ importante comprendere gli elementi costitutivi della Sindrome di Stoccolma per capire perchè la vittima, dopo tutto ciò che passato, vuole comunque sostenere, difendere o persino amare il suo aggressore. Si tratta di una sofisticatissima risorsa difensiva inconscia che merita attenzione. A volte gli psicoterapeuti chiedono al loro paziente come mai é rimasto per così lungo tempo in una relazione così disfunzionale. Questo non è bene; e mi fa capire che gli psicoterapeuti stessi non comprendono bene un processo chiamato “Dissonanza Cognitiva“. Si tratta di un altro meccanismo inconscio di difesa utilizzato per la sopravvivenza. Come è facile immaginare, se si vive in tormentata area di guerra, dove contro di te sono esercitate tutte le possibili forme di potere e di controllo (intimidazione; abuso emotivo, fisico e mentale; isolamento; abuso economico, abuso sessuale, forme di costrizione, controllo..), la minaccia di abuso è constantemente presente

Per esempio, una giovane sposa che è abusata dal suo marito narcisista odierà sempre le sue condizioni di vita. Comunque sia, la paura di un ulteriore abuso da parte del suo aggressore nel caso in cui lei andasse via la farà probabilmente restare ancora. La dissonanza cognitiva si mostra tramite la razionalizzazione. Da una parte, lei disdegna la sua malsana relazione e gli abusi subiti, mentre dall’altra parte si convince che lui lotta con lei perché la ama e si prende cura di lei. Questo monologo interiore va a ridurre la sua ansia, permettendole di legarsi al suo aggressore, fino al punto di difenderlo dinanzi a terzi nel caso essi tentino di salvarla o incoraggiarla a lasciarlo. La conseguenza è un forte conflitto che si crea tra l’“io” emozionale e l’“io” razionale. La dissonanza cognitiva è il segno dello squilibrio vissuto dalla vittima come risultato delle due idee conflittuali che sussistono contemporaneamente. Per esempio, le vittime sanno che devono uscire da quella situazione ma sanno anche che, facendo questo, porrebbe lei ed eventualmente i figli in grande pericolo. Quando questi due sintomi sussistono (la Sindrome di Stoccolma e la Dissonanza Cognitiva) la vittima finisce per credere non solo che la sua relazione è accettabile ma anche vitale per la sua sopravvivenza. Si incastrano talmente tanto nella relazione con l’aggressore che sentono che il loro mondo (emozionale e mentale) crollerebbe se la relazione finisse. Questo spiega perché loro temono le persone che cercano di salvarle dall’aggressore e come questo porta la vittima a sviluppare la dissonanza cognitiva e quindi proteggerlo. Durante le sedute un altro sintomo che potrete riscontrare è quello dell’insicurezza che i clienti infine mostrano, mettendosi in discussione, anche nelle questioni meno significative. Per esempio, quando aprirete loro la porta potranno chiedervi “è questo l’orario dell’appuntamento”? Inoltre, anche dopo aver discusso nei minimi dettagli una questione, vorranno la certezza di aver compreso tutto bene. La loro autostima è talmente bassa che riscontrano problemi anche nel prendere piccole decisioni. Dovete prestare attenzione se questo accade perché potreste imbattervi in un altro serio sintomo, conseguenza degli abusi da parte dei narcisisti, chiamato gaslighting. (forma di violenza psicologica nella quale false informazioni sono presentate alla vittima con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione).

maxresdefaultIl Gaslighting è una tecnica di abuso psicologico che i narcisisti usano per instillare nelle loro vittime talmente tanta ansia e confusione che non crederanno più alla loro stessa memoria, alle sensazioni o al loro giudizio.
Il gaslighting può essere usato in ogni relazione, tra persone di qualsiasi sesso. Per essere messo in pratica ha semplicemente bisogno che ci siano due persone: il gaslighter (il narcisista) e il gaslightee (la vittima).
Il gaslighter ha bisogno di avere sempre ragione, è cosi che contatta il proprio potere e senso di sè; la vittima invece dà il suo potere al gaslighter perché cerca la sua approvazione per potersi sentire sicura. Questo scambio consente al narcisista di plasmare il senso di realtà della sua vittima.
Il “Tango Gaslighting” è uno dei giochetti che il narcisista porta avanti nel tempo, a poco a poco. È un “gioco” (o una “danza”) che gli consente di plasmare il senso della realtà della sua vittima, erodendola mentalmente. Per la vittima il gaslighting inizia con una fase di incredulità, ad esempio, accade qualcosa durante una “interazione gaslighting” che le sembra strana e non riesce a credere che sia accaduta davvero. Nella fase successiva la vittima si mette sulla difensiva, perché ha ancora abbastanza fiducia in sé da lottare e provare a difendersi contro la manipolazione del narcisista gaslighter, tuttavia ogni volta le vengono dette frasi che finiscono per confonderla. (Ad esempio: “Sei troppo sensibile”, “ma sei pazza?”, o “Io non l’ho mai detto, ti stai inventando le cose!”).
Oppure il narcisista può inscenare dei trucchetti, spostando o nascondendo un oggetto, e quando la vittima gli chiede se lui abbia spostato quella tal cosa risponde di no, addirittura dicendo di non averla mai vista. A poco a poco la vittima, incapace di scoprire “il gioco”, arriva a dubitare di sé.
L’ultima fase è la depressione e da questo momento in poi la vittima non capisce più che cosa è diventata, si sente a pezzi e isolata. Inizia a credere che non potrà mai più fare qualcosa di giusto e che non potrà mai più fidarsi della propria mente e si rinchiude in una versione distorta di quello che sta invece accadendo davvero.
Le tecniche per mettere in pratica il gaslighting sono potenti giochi mentali; sono simili a certe forme di lavaggio del cervello, interrogatori e torture usati in modo formale dalla CIA e da vari culti religiosi per decenni.
Il narcisista usa il gaslighting per manipolare la vittima, deliberatamente e con crudeltà, facendole credere di essere diventata pazza. Bombarda la vittima di tanta incertezza che lei si sentirà incapace di fidarsi ancora delle proprie sensazioni (percezioni). Quando raggiunge questo stadio la vittima inizia a dubitare di qualsiasi cosa riguardante sè stessa, i suoi pensieri, le opinioni, le idee e gli ideali. Spesso le vittime di gaslighting pensano di stare impazzendo e quindi diventano ancora più codipendenti dal loro torturatore e si affidano a lui per dare un senso alla realtà.
Questa è una veloce esplorazione di un argomento molto complicato quale è La Sindrome della Vittima del Narcisista (Narcissistic Victim Syndrome), e spero di aver dimostrato la necessità per un terapeuta di avere una buona conoscenza professionale degli schemi che il Disturbo Narcisistico di Personalità mette in atto.
Io sono convinto che senza queste informazioni un terapeuta non ne saprà abbastanza da portare la vittima a comprendere gli abissi di ciò che le è accaduto, della sua storia.
I terapeuti devono aiutare le vittime a capire i comportamenti dei narcisisti, così che possano dare un senso al lungo e spaventoso “viaggio” che stanno facendo con il loro “compagno di ballo” narcisista (è la stessa cosa anche se il narcisista sia un familiare, un fratello, un amico, un collega di lavoro, ecc.).
Se non si mettono assieme queste due parti separate (terapia personale e terapia educazionale), ho paura che la vittima possa restare troppo debole e possa, in futuro, essere resa di nuovo vittima da un altro narcisista. Molte vittime semplicemente passano da una crisi ad un‘altra crisi e ciò rende molto provabile che continuino ad essere vittimizzate ancora e ancora.
Ciò accade perché la vittima continua ad attrarre i narcisti, come la falena alla fiamma, perché è stata “ben addestrata” e perciò sembra una partner disposta a ballare la danza contorta del narcisista. Ovviamente questa non è la verità, perché la vittima non si rende affatto conto che ci sia una danza in corso, non ha idea di stare ballando. Questa ignoranza la rende inerme e esposta al pericolo di farsi coinvolgere in un’altra relazione pericolosa ed essere vittima ancora una volta.

 

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Un GRAZIE di ❤ a tutte coloro che hanno reso possibile la lettura e la divulgazione di questo articolo traducendolo amorevolmente dall’inglese all’italiano.
Ringrazio in particolar modo Barbara Ann De Rosa per l’impegno e la disponibilità, e anche Suzie Wong, Elisa Maestrone, Caterina Taglienti, Ivana, Ana Maria e Arianna.

dal blog di Christine Louise de Canonville
fonte: http://narcissisticbehavior.net/narcissistic-victim-syndrome-what-the-heck-is-that/

 

 

 

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12 risposte a Sindrome da abuso narcisistico – Che diavolo è?

  1. Amalia ha detto:

    Nonostante l’attenuante della patologia psichiatrica, a me questi narcisisti sembrano comunque persone crudeli. Temo che il mio primario sia affetto da tale patologia. Ma come segnalarlo??? Sono stanca di esserne vittima

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  2. Mario ha detto:

    Salve, vorrei sapere come si dovrebbe procedere dal punto di vista legale in questi casi.
    Qualcuno ne sa qualcosa?

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  3. maria grazia ha detto:

    e’ un anno che ho abbandonato il mio narcisista dopo 45 anni di matrimonio. sono devastata e dopo la separazione e’ ancora peggio. vivo costantemente giorno e notte con la sua immagine insinuata dentro di me e sento come un senso di astinenza che mi opprime e mi fa stare male. temo di essere colpita dal trauma da narcisista e sindrome di stoccolma. mi faccio coraggio e penso che passera’. ma quando?

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  4. Daniela ha detto:

    Ciao io sto come te dopo 34 anni però con la terapia va meglio non so se ti può aiutare ma per quanto male faccia bisogna vedere la realtà è l unica salvezza
    Vederlo per quello che è realmente

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  5. Maia ha detto:

    Nel mio caso il narcisista è mia madre. Ed avere un n per genitore, credetemi, è devastante. Ti manipola dal tuo primo istante di vita. Io ho grossi problemi con le mie emozioni, mi sento sempre colpevole per tutto, ho il terrore di contraddire gli altri, mi sento inadeguata in qualunque cosa.
    Da quando non vivo più con mia madre va meglio, ma i danni profondi rimangono. Solo che non posso staccarmi del tutto (legalmente, qualunque cosa accada a lei, verrebbero a cercare me, il solo parente stretto in vita). Sto valutando l’opzione della terapia. Ma il terapista mi crederà? Nessuno mi crede. Tutti sono convinti che lei sia una brava persona, e una povera vittima. In pochi mi credono (la mia migliore amica, mio marito), perché hanno visto le parti peggiori di mia madre e si sono resi conto della verità. Ma chiunque altro nega, ed è la cosa peggiore. Soffri come un cane per decenni, e nessuno ti crede…

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  6. brunabianchi ha detto:

    La sindrome post traumatica da relazione, nella fase acuta non lascia dubbi a psichiatri e psicologi e spesso neppure a chi la patisce che appunto chiede aiuto disperatamente. Quello che nessuno specialista puo’ dire con certezza e’ se e stata provocata daun partner narcisista, cioe con disturbo di personalita’. In sua assenza nessuno compie una diagnosi. Impossibile farla.

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  7. Giuseppina ha detto:

    Grazie… ho scoperto da mesi di essere stata la moglie di un narcisista per 20 anni. Sto cercando di liberarmi da tutto ciò che provo, sopratutto il senso di colpa, la malinconia e l’insicurezza . L’articolo appena letto mi ha svelato che non posso farcela da sola, non basta allontanarsi.

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  8. Pingback: Postare articoli di altre persone sulla propria pagina senza citarne la fonte a casa mia si chiama FURTO. | narcisismo patologico

  9. Pat ha detto:

    Sono consapevole di essere affetta da sindrome di abuso narcisistico, mi potreste suggerire un terapeuta esperto e specifico per questo disturbo nella zona di Napoli?

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  10. max ha detto:

    Sono Max,ho 34 anni e sto da ca 2 anni con una ragazza della mia età, non so piu chi sono ne cosa voglio ne so chi sia lei ne cosa voglia o stia ricercando.é un caos,una favola con tantissimo dolore,caos….due anni di tira e molla…un inzio incredibile per poi da subito un caos costante…un dar anima e cuore per….annullarsi e non sapere piu che fare…un dolore costante che si cerca di capire e superare ma anche se provi a far di tutto…non va mai bene..lei é bella,intelligente,pura,con grandi valori,rispettata nel suo lavoro,etc etc…e tu…non sei piu nulla…sei uno che deve costantemente esser la perfezione e la risposta ad ogni pretesa o richiesta..che mai sarà abbastanza.dopo 2 anni ho proposto di andare da qualcuno per parlarne assieme…prima mi minaccia di non andare 1o 2 volte…e poi é lei che dopo la seconda chiude la consulenza per ogni ragione..per tutto..e mi minaccia di andare a farmi curare senò lei non sta piu con me,,(minacce sempre celate o vellutate o dirette)…poi io dopo aver provato di tutto per farla felice..mi sento a pezzi…decido di andare si a farmi curare…perche sono diventato per lei un manipolatore posseduto dal demonio e che non la ama abbastanza ..e ci vado non solo perché me lo ha imposto…ma perché ne ho bisogno….sono complétamente esausto..e annullato e bloccato..poi come al solito torna con la vocina da bambina con gli occhioni dolci…con il ma io ti amo tanto,lasciamo perdere tutto e riproviamo..dobbiamo volerlo però…abbracciami….e tu lo fai…ma sei diventato un altro..pur non volendo..non capisci piu che fare…se fidarti ancora…se continuare questo strazio..ti senti un mostro davvero prendendo la strada dell allontanamento…ma non perché la odi…ma perché…non ce la fai piu…perché capisci che …non é mai andata bene…poi pensi a quei pochi momenti belli…e ci credi davvero…ma…é un caos..di sensazioni..di pensieri..é incredibile..da qualche giorno ho optato per il no contact cosa che ho deciso da solo per poi scoprirlo tramite internet…ho trovato tutto gia scritto..tutta la mia storia e quello che sto facendo…e mi sento…sbagliato io…mi sento solo e sbagliato…e mi spiace sapere che le fa male..ma..nn so piu che fare…troppe cose abbiamo dovuto passare ,e credo che alla fine ti senti logorato…ci hai provato in tutti i modi…ma lei é tutto e tu…niente…o poco..o cmq non hai capito e puoi fare ancora…é un caos ed é difficile…davvero tanto

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  11. elena buongiorno ha detto:

    Il migliore articolo letto. Grazie

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