il/la partner narcisista

Inferno e paradiso. Dal partner perfetto e affascinante al partner egoista, insensibile e perfino crudele. Niente è sufficientemente buono, grandioso o perfetto per una persona narcisista, nemmeno te. Ti sei innamorat@ di qualcun@ affogato nel suo riflesso ideale? Attenzione: non affogare anche te.

In un primo momento sembrano persone superiori alle altre. Più gentili, più disponibili, più romantiche, più intelligenti, più affascinanti. Sembrano essere la risposta giusta a tutte le persone che vegetano nella loro vita sperando che arrivi l’amore da film che le faccia vibrare. Principi azzurri o principesse rosa.

All’inizio del rapporto ci sono già dei dettagli molto strani. Piccole critiche,  maleducazioni o discrepanze tra parole e fatti. Nella fase di corteggiamento questi allarmi solitamente vengono ignorati.

Non tutte le persone che usano bastone e carota sono affette da narcisismo patologico. Ma il narcisista usa sempre la tecnica del bastone e della carota e la discrepanza tra un comportamento e l’altro è abissale. Una delle frasi più comuni in coloro che hanno avuto un partner di questo tipo è “sono andato dalle stelle alle stalle”. Il risultato?: l’altro o si innamora perdutamente o ne esce fuggendo.

Nonostante le credenze popolari, non è una persona che vuole cose scandalose. Non è un amante, è un/a innamorat@. Ha un’immagine idealizzata di se stess@. E lo stesso accade quando sceglie il/la partner. Non può innamorarsi se non vede l’altr@ come un essere superiore: per la sua bellezza, giovinezza, ricchezza o status sociale.

Ugualmente non riesce a passare dall’innamoramento all’amore per se stesso, così come non sa farlo con il/la partner. E così come non può dividere il trono, passerà dall’idealizzazione alla valorizzazione. Il partner è un suo riflesso: quando lo punisce punisce se stess@ per non essere straordinario; per non essere degno di essere amato.

I/le narcisist@ sono persone dipendenti dagli altri. La loro autostima dipende dallo sguardo altrui. Un’impressione positiva l@ riempie, una negativa l@ ferisce. Come passano gli anni, il suo pubblico lentamente comincia ad abbandonare lo show mettendol@ di fronte alla minaccia che più temono: la solitudine.

Non accetta la realtà: ragionare con una persona con questo tipo di problema porta alla più completa frustrazione. Semplicemente parla un’altra lingua. Può considerare il punto di vista dell’altr@ sul momento, ma sarà un accordo passeggero. I suoi schemi sono rigidi: l@ terrorizzano i cambiamenti che non possono controllare.

Il/la  partner narcisista tende ad avere una personalità dipendente: avendo paura della realtà ha bisogno di evadere continuamente. Sono soliti avere problemi con alcool o droghe, specialmente la cocaina.

Non possono neanche amare: la mancanza di autenticità e la scarsa empatia l@ tiene in uno stato di disconnessione con le proprie ed altrui emozioni. Funzionano in base all’apparenza. Per loro esistono solo due tipi di persone:  quelle che usano e quelle che si fanno usare. Così come temono la loro umanità, rifiutano quella degli altri.

Non hanno un vero interesse per l’altro: per i suoi sogni, il suo ambiente, la sua cerchia di amicizie, la sua famiglia, i suoi interessi o necessità, tutto questo non è rilevante per il/la partner narcisista.

Mancano di autocontrollo: hanno esplosioni d’ira per motivi che sembrano assurdi. Finalmente il/la partner comincia a chiedere scusa ma giusto per chiedere scusa.

Nonostante l’apparenza, soffrono molto. Ignorano chi realmente sono e come esprimere se stessi in un mondo che sentono estraneo. Il narcisista è davvero una persona imbavagliata all’interno di un carcere costruito dalle sue paure. Solo una grave crisi o perdita può aprire la porta per il cambiamento.

Ancora oggi, le personalità narcisistiche sono socialmente ammirate.


Chi sono i/le partners che di solito scelgono di stare accanto ad una persona narcisista?

Viviamo in una società che incoraggia la vita spettacolare, il non coltivare la felicità ma i piaceri veloci, la dipendenza piuttosto che il nuovo e l’intolleranza piuttosto che l’accettazione. La maggior parte delle persone oggi hanno alcuni o molti dei tratti della personalità narcisistica. Ciò che ci attrae quando qualcuno ha questa malattia emotiva, è la sua versione idealizzata, dal momento che la sua realtà è distorta e angosciante. Chi non desidera stare accanto ad un essere speciale e meraviglioso venuto fuori da una favola? La realtà è che nessuno è meglio di chiunque altro, ma alcune persone riescono a crederci (e a farci credere) che lo siano.

Il/la narcisista patologic@ spesso riflette questa parte infantile che gioca sugli scivoli, con sport estremi – le montagne russe emotive – e ha bisogno di sentirsi ammirat@, speciale e unic@ grazie alle attenzioni di esseri straordinari.

In breve: se rimaniamo con un partner narcisistica, di solito c’è qualcosa in noi che ha qualche affinità con quel modello di grandezza, questa facciata, questo vendere ciò che non esiste solo per riscuotere ammirazione.

Autoaccettazione, maturità e una buona autostima sono i migliori antidoti per il proprio e altrui narcisismo.


Recupero da una relazione tossica con un narcisista

Di solito esistono due ostacoli:

  1. L’idealizzazione narcisistica: i partners credono che il principe o la principessa sia reale e “l’altro” che maltratta, manipola o usa, sia una sorta di malattia transitoria estranea all’oggetto del loro amore.  Né il principe, né l’”altro” sono vere personalità, ma difese emotive. L’attaccamento isterico che produce il gioco del bastone e la carota viene confuso con amore estremo: non lo è. L’innamoramento lo alimenta qualsiasi cosa, ma l’amore richiede verità e difficilmente si può amare chi non si conosce almeno un po’.
  2. Essere un partner ONG: investigare su complessi articoli di psicologia e psichiatria, applicare tattiche di contromanipolazione, imitare i comportamenti del/la narcisista, cercare di ragionare con loro…Sono comportamenti che portano solo a sbattere contro porte chiuse. Se c’è qualche possibilità che una persona, con qualsiasi tipo di problema, si curi è che si senta male per quel problema e desideri cambiarlo. Altre strade sono uno spreco di tempo, energia e salute mentale.

Se finalmente si decide di tagliare con questa relazione si dovrà, come per ogni amore coinvolgente, tagliare ogni legame e superare i sintomi dell’astinenza.

Demonizzare il /la narcisista è controproducente: si tratta di un essere umano e non di un supercriminale da film ed i suoi problemi non sono eccezionali. Gli unici poteri che ha sono quelli che gli concediamo noi.

Rompere l’idealizzazione è forse la parte più difficile e dolorosa in questo tipo di relazioni. In qualche modo la persona impegnata si aggrappa all’idea che se il/la narcisista si curasse sarebbero molto felici. E’ fondamentale sottolineare l’importanza di assumersi la responsabilità della propria felicità e cominciare a puntare lo sguardo su obiettivi che non dipendono da fattori esterni a noi ma dalla nostra forza, passione, impegno. La Vita è varia e piena di ricchezze e possibilità. Una persona è solo una piccola parte di essa.

L’abuso psicologico e anche fisico emerge spesso nei rapporti con narcisisti patologici: in questo caso, si consiglia di cercare assistenza professionale per trattare sia il rapporto di dipendenza che le  conseguenze traumatiche che possono derivare.

narcisismo patologico

il/la partner narcisista

traduzione ed elaborazione a cura della pagina “Narcisismo Patologico”.
Publicato: 28 marzo 2014  di cristina lago en Los amores patológicos
Fonte: http://locosdeamor.org/2014/03/28/la-pareja-narcisista/
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Una risposta a il/la partner narcisista

  1. Riccetta365 ha detto:

    Dio quanto è vero. Ci sono dentro in pieno. E di nuovo riesco a giustificarlo, a perdonargli ogni cosa. Siamo passati dal girone infernale dell’illusione dell’amore al limbo dell’amicizia. Ma lo stesso non riesco a staccarmi. Davvero non ci riesco. È l’inferno.

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