Trattenere le emozioni fa male ecco perché conviene sfogarsi

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La rabbia contro il maleducato che ci ruba il posto al parcheggio.
L’irritazione verso il partner che scorda la luce accesa.
L’ invidia per il collega che ha avuto una promozione.
Quante sono ogni giorno le emozioni negative, grandi e piccole, che evitiamo di esprimere, preferendo “mandar giù”?
Tenere a freno i sentimenti ci fa più male o più bene?
A queste domande, che affascinano da tempo psicologi e psicoanalisti, ora tentano di rispondere anche i neuroscienziati, che andando a caccia delle radici biologiche delle emozioni hanno finito per interessarsi anche di come le controlliamo. Se ne occupa, ad esempio, Iris Mauss, dell’ università di Denver, il cui campo di ricerca sono i meccanismi di controllo della rabbia, e che in un articolo su “Mente e cervello”, in edicola martedì 17, fa il punto sulle scoperte della scienza in materia di controllo emotivo.
Dominare le emozioni è una capacità umana e si è evoluta perché nel corso dei millenni abbiamo imparato che le reazioni incontrollate possono essere molto pericolose per noi stessi e per la società. Secondo vari studi, però, mantenersi lucidi ha un costo.
Per elencare solo alcuni dei risultati più recenti, è stato rilevato che chi reprime i propri impulsi emotivi è meno abile nella soluzione di compiti mentali e ha più difficoltà a ricordare i dettagli di esperienze emotivamente significative. E nel lungo termine, la tendenza a sopprimere le emozioni sembra legata a maggior pessimismo e tendenza alla depressione e a una minore capacità di stringere amicizia. Ci sono poi effetti di tipo fisiologico. Un esperimento della Stanford University ha dimostrato che, di fronte alla visione di immagini repellenti, nei soggetti a cui era stato chiesto di mantenere il volto impassibile si era scatenata una violenta reazione di stress.
E un altro studio, indagando su persone colpite da infarto, avrebbe individuato un rischio di morte cinque volte più alto nei soggetti con una propensione alle emozioni negative e alla loro repressione. Meglio allora farsi travolgere? Non è detto.
Il rapporto causa-effetto tra salute e controllo emotivo è tutt’altro che pacifico: quest’anno il Nobel per la medicina è andato agli scopritori del batterio che provoca l’ulcera peptica, malattia che per decenni è stata attribuita allo stress.
E che dire dei longevi giapponesi, per cui l’ impenetrabilità dei sentimenti è un valore sociale?  La differenza è nel modo in cui avviene il controllo.
L’emozione non va repressa, ma “riorientata”, sviluppando l’arte del distacco, la capacità di concentrarsi sugli aspetti positivi delle situazioni e di immedesimarsi nei panni altrui, scambiando mentalmente ruolo con chi ha scatenato in noi la rabbia.
Utilissima la meditazione: l’elettroencefalogramma di monaci tibetani ha rivelato una forte attività delle onde cerebrali gamma (dai 25 ai 42 hertz) nelle aree del cervello coinvolte nel controllo emotivo. Ancor meglio poi, esser cresciuti in una cultura come quella degli Inuit, che insegna fin da piccoli come essere padroni delle nostre emozioni.

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fonte: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/01/14/trattenere-le-emozioni-fa-male-ecco-perche.html?refresh_ce

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il nostro tempo, il nostro radar, il nostro intuito

Le modalità per ottenere qualcosa oggi, senza arrivare al narcisismo patologico, sono sempre più spesso quelle della manipolazione, anche sottile, velata, apparentemente poco grave: ti offro questo perché per te è conveniente, utile, fico, ecc. ecc..
Ma dietro questo “è conveniente per te” c’è solo un tornaconto personale di chi propone.
In genere chi tende a manipolare per cavarci un si gioca sul tempo: è qualcosa di urgente, che bisogna decidere subito o prima possibile.
Ormai chi non mi da il tempo di riflettere su qualcosa non la considero minimante. Anche – e soprattutto – quando mi sembra che perderei un’ottima occasione.
Nel 90% dei casi è un’ottima sòla.
gli strumenti per capire? il nostro radar, intuito, si interiore, la risposta giusta che se aspettiamo in qualche modo arriva.
E’ solo un danno grande per noi se diciamo fuori un SI e dentro è NO.
Non c’è occasione che tenga.

silenzio
Prendiamo SEMPRE il tempo per ascoltarci, per ascoltare, finché non sentiamo la NOSTRA risposta, dimenticando tornaconti vari.

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la storia di Paolo.. uno di noi

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“Salve. Vorrei condividere un’esperienza recente che mi ha segnato in termini di narcisismo.
Sono stato insieme al mio ex ragazzo per 2 anni e mezzo. Lui ha deciso di lasciarmi per miei dubbi emotivi nei suoi confronti.
Varie volte ho lavorato a Disneyland per 2 settimane e stavo bene, ma quando tornavo sentivo un vuoto emotivo per lui.
Volevo la mia indipendenza, ma per lui e per non essere abbandonato, l’ho messa a tacere.
Ho provato ad amarlo ma non ho mai ricevuto una risposta da lui.
Lui dall’altra non voleva crescere; adottato ma viziato e sempre pretenzioso, dove i genitori si lamentano ma alla fine gliela danno sempre vinta.
È stato un circolo vizioso per entrambi. Io dipendente affettivo e lui narcisista: incastro perfetto.
Io avevo trovato qualcuno su cui girare intorno per non pensare a me e lui aveva trovato me che lo esaltavo e gli davo importanza.
Sentivo che c’era sempre qualcosa che non andava.
Poco prima della rottura, cercavo i miei spazi, le mie esigenze, il mio tempo per me stesso ma lui non capiva…non si è mai messo nei panni altrui, dato che è egocentrico e non empatico. Vuole tutto pronto, che gli altri gli stendano il tappeto rosso senza far fatica e potersi pavoneggiare per aver fatto…troppo comodo.
È comiciato per me un inferno di manipolazione, sensi di colpa buttati addosso, destabilizzazione e mi sentivo una merda per averlo fatto soffrire. Lui continuava a fare la vittima e ad aver fatto di tutto nella coppia, amato, trovato soluzioni ai problemi, venire incontro…solo bugie.
In più era tornato nella chat gay per poter fare sesso con altri dato che io non volevo e non me la sentivo, visto che lui aveva bisogno di sfogarsi sessualmente.
Non concepivo nulla se non confusione e disperazione. Ho provato varie volte a farlo ragionare dato che lo amavo, a riprovarci ma prima voleva riaprire la relazione poi, siccome volevo crescere e andare avanti, si rimangiava tutto. Incoerenza e zero responsabilità.
Ha continuato a sputare veleno e colpe su di me e su alcuni amici, dicendo bugie per mantenere la sua reputazione salva, per restare “buono” agli occhi degli altri.
Morale. Lontano da lui ho ritrovato me stesso e ricominciato a respirare, ho ritrovato i miei spazi, ho capito il suo disagio e il mio. Grazie a lui ho capito che se ho incontrato un narcisista c’è stato un motivo: dovevo svegliarmi. Noi dipendenti attraiamo narcisisti perché hanno quella componente egoista che a noi manca dato che serviamo gli altri e facciamo di tutto per non pensare a noi. I narcisisti hanno bisogno di noi perché vorrebbero quella parte emotiva e empatica che gli manca e si attorniano di persone che li acclamino. È tutto un riflettere di parti mancanti che vogliamo colmare con la presenza altrui.
Mia madre è narcisista e scavando nei miei traumi infantili, ho capito che mi è mancata come figura e ho dovuto farle da “schiavo” perché anche lei ha un vuoto, che ha colmato col marito e coi figli. Ha bisogno di quell’affetto che le manca e non ha ricevuto dai suoi genitori, che mancava anche a me e lo cercavo in lei o nel mio ex.
Accettando queste parti antiche e buie e amando il mio “nemico” narcisista, sono rinato ed è come se mi fossi completato volendomi bene in tutto ciò che sono.
La vita è una e va vissuta, sono fiero di essere gay, di come sono e non mi cambierei con nessuno. Rifarei tutto da capo col mio ex perché non sarei a questo punto ora. Ho imparato tanto da lui, gli voglio un bene infinito e spero che un giorno possa essere felice e trovare la strada che lo trasformi nel miglior profumiere artigianale al mondo. Ha potenziale e una stupenda anima, è una bellissima rosa bianca illuminata dal sole solo che non vuole rivelarsi, gli fa troppo male vedere quel vuoto che lo divora.
Non riesco a odiarlo, non ce la faccio perché alla fine l’ho amato incondizionatamente anche nei suoi difetti, è parte di me perché mi ha insegnato ad andare avanti e a vivere degnamente, per mia volontà. Lo ringrazio tanto per tutti i momenti insieme, perché sono stato bene.
Spero che anche lui un giorno possa respirare da solo e svegliarsi ☺
Potete scrivere il mio nome, non c’è nessun problema.
Non mi voglio più nascondere.
Grazie per l’ascolto”
Paolo grazie a te per aver condiviso con noi la tua storia.
Un grande abbraccio e in bocca al lupo!!!
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daje!!

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Madre non mi manchi

Di seguito pubblico la testimonianza inviatami da una lettrice della pagina.
Come lei scrive è una risposta ad un articolo che ho pubblicato qualche tempo fa su una ragazza che si sentiva finalmente liberata dalla morte della madre.
Questo l’articolo per chi lo volesse leggere.

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“Sono cresciuta da sola con mia madre, senza una padre e il resto della famiglia lontana. Ho sempre saputo che mia madre fosse bugiarda, che fosse incapace di esprimere le proprie emozioni e che faceva ragionamenti strani, contraddittori, ma da piccola pensavo fosse semplicemente una persona particolare.
Dall’adolescenza in poi la mia vita è stata una guerra, nell’urlare a mia madre i miei bisogni che venivano continuamente ignorati o sminuiti, di lei che entrava in camera mia disprezzando ciò che amavo di più al mondo, le mie passioni; mi ha mandato in una scuola che era esattamente opposta alle mie attitudini, contro il parere degli amici, dei professori, degli psicologi e dell’orientamento scolastico. A scuola i professori continuavano a ripetergli che non ero adatta a quel percorso e lei ha proseguito col dire che ero io l’incapace che non voleva impegnarsi, che mi meritavo una scuola per chi non aveva voglia di fare nulla nella vita.
Lei ha fatto l’impossibile per farmi lasciare da un mio caro fidanzatino, ci ha reso la vita impossibile e distrutto quel poco di serenità che ci poteva regalare l’adolescenza. Ai 19 anni compiuti decisi di seguire le mie attitudini, nonostante il suo broncio (la tecnica del mutismo), ma purtroppo sempre sotto la sua aura. Molti amici, anche davanti alle difficoltà economiche, andavo a studiare fuori sede, io sempre vicino casa perché “i soldi non sono abbastanza”.
Una vita in cui qualsiasi desiderio di allontanarmi, di erasmus, di viaggio era fortemente osteggiata se non c’era lei a supervisionare, a sui dire perché incapace di provvedere a me stessa. Un giorno ho trovato un fidanzato che LEI approvava, pensavo di aver trovato una soluzione, di avere l’occasione di avere la mia libertà tanto agognata, invece LUI era un altro narcisista, che ha fatto squadra con mia madre. Il colmo del mio fidanzato era “non fare nulla di pericoloso che poi devo dirlo a tua madre”. Per lui il mondo era malvagio, noi dovevamo fare fronte comune per sopravvivere a quella realtà, attraverso le menzogne e all’apparenza, per arrivare ad avere i soldi perché tutto e tutti vivono in funzione di questi valori.
Tutto era grazie a lui, alla sua “benevolenza” nel sostenermi, quello che c’era di buono in me alla fine “era merito suo”. Eppure non facevo mai nulla di abbastanza per lui, non mi impegnavo a dimagrire, mi perdevo tempo in cose inutili (a suo dire) e non importava che mi rendessero felice. Vivevo dentro una gabbia di ansie, paure, di mortificazioni, denigrazioni, da parte di mia madre e da parte del mio ragazzo. Per lui un giorno ero bella, il giorno dopo “però non mangiare troppo che se ingrassi non mi piaci più”, il giorno dopo “sei così bella, potresti curarti di più” (non sei abbastanza). Dall’altra mia madre, criticava questo ragazzo in sua assenza ma davanti a lui lo chiamava “il figlio che non ho mai avuto”. Ero arrivata al punto da non mangiare più nulla, avevo perso il contatto con gran parte dei miei amici, il giorno della mia laurea è stato quasi più mortificante che di gioia (“finalmente la finisci con questa storia della laurea e ti metti a lavorare”).
Una madre incapace di mostrare emozioni, un fidanzato con il broncio perché avrebbe preferito essere altrove che perdere tempo quel giorno. Un anno dopo ho lasciato LUI e sono andata via di casa lontana da LEI.
Basta. Sono fuggita letteralmente, una volta lontana da casa sono stata calunniata, avevo tutta la famiglia contro, chi non ha vissuto dentro casa mi dava della pazza: “come? tua madre è una così barava persona, è così orgogliosa di te! parla sempre bene di te e tu l’hai abbandonata così” Una donna di 50 anni, assolutamente capace di provvedere ai suoi bisogni, autonoma e in salute, senza handicap, faceva intendere che “è stata abbandonata da una figlia ingrata”. Le gente non hai mai visto quella madre che invece del buon giorno ti dice che sei una stupida, incapace, che non sei mai abbastanza, che sei troppo grassa, ti dice di metterti a dieta, ma poi si presenta con il barattolo di Nutella sotto il naso. Ti dice che sei intelligente ma troppo stupida per farne qualcosa di utile (fare molti soldi tipo).
Da quando sono nata mai un abbraccio, un bacio, un ti voglio bene. Da piccola cercavo le coccole e mi scansava dicendo che “ero noiosa con quelle carezze”. Poi davanti agli altri non si risparmiava in frasi “ho fatto mille sacrifici per mia figlia”. Tu da figlia lo dici, lo denunci, e ti danno dell’ingrata, che tua madre ha quel carattere e bisogna amare quel genitore incondizionatamente. Sono andata via di casa, lasciando lui narcisista e lei manipolatrice, anni a ricostruire l’autostima, a lavorare, ad affrontare da sola problemi di salute abbastanza gravi e problemi economici, a rifarmi nuovi amici che lei non può controllare e avere un fidanzato che lei non conosce. Dopo diversi anni l’ho risentita e le uniche cose che ha detto sono state: non lavori, sei una mantenuta fannullona, ti lamenti della salute ma siamo tutti malati, se vuoi riavere dei rapporti con me torna qui e inizia a vivere con un lavoro vero. Ho sentito quelle frasi come se stesse parlando con un estraneo, l’ho vista per la prima volta per com’era. Niente rabbia, niente odio, niente urla.
Per la prima volta mi sono resa conto che negli ultimi anni avevo smesso di cercare la sua approvazione o un gesto di affetto. Un demone dal passato, con cui non voglio più avere a che fare.
Chi può fuggire dai propri genitori lo faccia, non devono sapere chi frequentate, chi amate, che passioni avete, quanti più chilometri mettete tra voi e loro è meglio, anche un paio di continenti se necessario.
Vi daranno degli stronzi, si appelleranno ai mille sensi di colpa che vi hanno inculcato nella testa per tanti anni, ma ponetevi sempre una domanda: è meglio convivere con dei folli o vivere una propria vita serena? Ho odiato mia madre, la notte sognavo di picchiarla a sangue, di giorno per i sensi di colpa passavo le giornate a piangere agognando un semplice “ti voglio bene”. Cercavo la sua approvazione o un qualsiasi gesto di affetto.. ma in fondo provavo solo rabbia. Non le ho mai augurato di morire, ma spero di non averla mia più nella mia vita.
Capisco i figli di genitori manipolatori che augurano la morte dei propri genitori, li comprendo profondamente, perché è come desiderare la morte di un violentatore che ha abusato di te, ti ha depauperato delle più basilari emozioni, incatenato, ferito e sai che parte di tutti questi problemi te li porterai per il resto della tua vita.
Trovate la strada per amare voi stessi, con lo yoga, con la terapia, con lo sport, ricostruite la vostra identità e la vostra autostima, prendete una valigia e andate via, lasciatevi tutto alle spalle. Non dite nulla, non calunniate, non urlate, non smentite, non fate nulla perché il narcisismo si nutrirà di ogni vostra parola, di ogni singola attenzione. Riscoprire le vostre passioni, le gioie, le cose belle che vi rendono felici, le piccole cose, cambiate amici se necessario e imparate anche a restare da soli con voi stessi. Sarà un percorso lungo, anche tutta la vita, ma riuscire a godere della felicità senza sensi di colpa, senza mortificazioni, senza invidia e senza rancori non ha prezzo.
Oggi non piango più tutti i giorni, non mi sento depressa, non ho più attacchi di panico, non ho paura delle persone che mi stanno vicino, non ho paura di vivere e non mi sento in colpa di essere finalmente felice.”

a forza di farcela ce la facciamo

Un immenso GRAZIE di cuore per questa condivisione!
Io sono con Te! Ti comprendo e ti auguro mondi di gioia.

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GRAZIE!

Grazie di cuore a chi ha lasciato e a chi lascerà una donazione per la pagina!
Dopo 9 anni ho deciso di inserire questa possibilità per chi ci tiene e sente che può prendere da questa qualcosa.
Il 2019 sarà un anno di stabilizzazione per me: ho lasciato la vecchia casa di famiglia, il vecchio lavoro, la madre narcisista è andata e ho chiuso anche con i miei 2 fratelli, un narciso e un sociopatico violento.
Il mio viaggio da sola dall’altre parte del mondo è stato proprio lo spartiacque tra ieri ed oggi. Al momento non ho grandi entrate economiche ma so che questa esperienza di liberazione dalla piaga delle ferite narcisistiche posso condividerla pienamente e mi permetterà di vivere con maggiore leggerezza e gioia.
Ora sono in una fase di profonda (e credo definitiva) pulizia interiore. Sono felice di farlo e di condividerlo con Voi.

Un grazie di cuore ancora per chi ha donato qualcosa e buon capodanno cinese!!!

#aforzadifarcelacelafacciamo  #narcissismFREE

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