Sfancula la crocerossina che è in te

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Ogni volta che riesco a dire no, a non accollarmi un problema che cercano di scaricarmi addosso, ogni volta che sfanculo la crocerossina che ho dentro per un sano prendermi cura di me… ogni volta è una grande vittoria e soddisfazione.

Chi è stato cresciuto come capro espiatorio sa bene cosa intendo.

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Anime R-Esistenti

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E poi c’è un gruppo di  persone sparso in tutto l’universo  che io chiamo “Anime R-Esistenti”.

Sono quelle anime sensibili alle alture, ma vulnerabili  fino al pudore.

Quelle che conoscono l’inadeguatezza di ciascuno di fronte all’atto giudicante, diffamante, incastrante.

Hanno compreso  l’assenza e si fanno umile e tenace presenza.

Le riconosci perché procedono una a fianco all’altra, anche a distanza o pur non conoscendosi tra loro.

Da sole o in compagnia, sono virtuali e concrete.  Fatte di umile duttile e pura  creta.

Si riconoscono tra loro solo per la fragranza. E poi proseguono il cammino sorridendo al sospeso profilo.

Hanno  una “Nudità” struggente, dentro e fuori le  mura.

Sono quelle che  hanno scelto di essere differenti.  Disarmate e disarmanti.

Sono anime  in cordata che porgono sempre  mani e sguardi, mai essendo indifferenti.

Sono per le strade o solo dietro a un pennino, ricercano il vero senza mai sostare o risparmiare sull’inchiostro o denigrare un inciampo maldestro.

Quadrano le sfere e le atmosfere e tramano ricami guardando  sempre e  perfino l’altra parte della tessitura.

Percorrono sentieri luminosi  anche nell’ombra perché hanno saputo trasformare le  esperienze del dolore.

Le riconosci dalla semplicità e dal tacito coraggio con cui vanno incontro all’amore.

Queste “Anime R-Esistenti”  sono sincere fino all’oscenità, ma conservano la purezza di un fiore fino all’assurdità.

Hanno solcato strade di sale  senza liquefare le proprie ali perché già fluide e leali.

Riconoscono gli insegnamenti della Vita e saranno sempre vive anche quando sarà finita.

 

(Lory Nugnes)

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Riflessioni sparse

Crescendo nella manipolazione e nello sfruttamento emotivo ci vuole un bel po’ prima di epurare le emozioni dal veleno. lo sforzo più grande è guardare indietro, guardare alla mia infanzia negata e bruciata prematuramente, e non provare più rancore per la donna che mi ha messo al mondo. cancellare quegli schemi nefasti che, se perpetrati, mi portano all’inferno e, se trascurati, anche.

Non cedere all’autocommiserazione ed ai confronti con il resto del mondo.

Detto questo… a foza di farcela ce la facciamo.

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foto di Pina la Peppina – https://pinalapeppina.com/

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Come individuare un narcisista on line

Come emerge dagli studi su come riconoscere un narcisista online i narcisisti postano più contenuti di autopromozione sui social media, ma non è sempre facile comprendere se la motivazione è esclusivamente la ricerca di attenzione.
È invece abbastanza semplice capire il perché Internet per i narcisisti può essere una bella grotta in cui annidarsi.
Grotta-di-Campo-Braca-I-laghi-verso-il-fondoIn genere, loro preferiscono relazioni superficiali (idealmente a senso unico in cui sono sempre loro al centro di tutto) e hanno bisogno di fonti esterne per mantenere il loro ego smisurato e al contempo fragile. Quindi la grotta deve essere abbastanza accogliente per far entrare le persone senza però dare loro possibilità di uscirne agevolmente. Internet offre sia un’audience potenzialmente vasta che la possibilità di anonimato e, se non anonimato, una parvenza di sé ben curata cui associare il proprio nome.

Nel 1987 le psicologhe Hazel Markus e Paula Nurius affermarono che una persona ha due sé: il sé attuale e il sé possibile. Internet consente di diventare il “sé possibile”, o perlomeno di presentare una versione di sé quanto più vicina al sé possibile.
Nell’ambito degli studi sul narcisismo online – e ce ne sono molti – i social media sono il tema dominante. Uno studio del 2010 rileva che l’affermazione del sé possibile “è più pronunciato nei mondi anonimi online, che sono svuotati di responsabilità, in cui il “vero” sé può quindi uscire allo scoperto.” Ma i social network non anonimi, come Facebook, che è l’oggetto di questo studio, “rappresentano l’ambiente ideale per esprimere il sé possibile sperato, un sottogruppo del sé possibile. Questo stato enfatizza realistiche identità socialmente ambite che una persona vorrebbe realizzare se si trovasse nelle circostanze giuste.”

Questo studio, in cui si rileva che i soggetti con forti tratti narcisistici sono più attivi su Facebook, evidenzia che sui social network ci si imbatte più frequentemente in “dichiarazioni di identità” rispetto alla vita reale. Infatti, quando ci viene presentato qualcuno di persona, è abbastanza improbabile che il nostro interlocutore esordisca con una succinta battuta ad effetto in grado di sintetizzare la sua essenza e le sue aspirazioni, cosa che invece avviene regolarmente su Twitter, nella sezione biografia, o su Facebook, nella sezione “Informazioni”.

facebook-twitter-video-ads-9988-U110082030183853-U1100820301838JMI-990x556@LaStampa.itLa scienza ha collegato il narcisismo con alti livelli di attività su Facebook, Twitter e Myspace (tempo fa). Ma è importante restringere ulteriormente e distinguere in quali tipi di attività i narcisisti sono impegnati, poiché passare ore a scorrere i propri new feed (riepilogo dei contenuti web aggiornato regolarmente), sebbene sia una perdita di tempo, non è esattamente egocentrico. Le persone postano online per ragioni differenti.
Per esempio, Twitter è stato messo in evidenza per soddisfare a volte un bisogno di connettersi con altri. Il problema nel determinare ciò che è normale e ciò che è narcisismo è che entrambi i gruppi di persone in genere hanno lo stesso comportamento online, hanno solo motivi differenti per farlo.

Uno studio recente pubblicato in Computers in Human Behavior si interrogava su come e perché i narcisisti usassero i social media, osservando sia gli studenti universitari sia persone più adulte. I ricercatori hanno calcolato ogni quanto le persone twittano o aggiornano il loro stato su Facebook, ma anche perché, chiedendo loro se erano d’accordo con affermazioni come: “ è importante che i miei followers mi ammirino” e “E’ importante che il mio profilo faccia desiderare agli altri di essere mio amico”.

In generale, l’utilizzo di Twitter era più legato al narcisismo, ma Shaun W. Davenport , capo ricercatore e presidente amministrativo alla High Point University,  mette in evidenza che  c’è una differenza chiave tra le generazioni. I narcisisti più grandi di età erano più propensi ad utilizzare Facebook, mentre quelli più giovani erano più attivi su Twitter. “Per gli adulti che non sono cresciuti usando Facebook, ci vogliono più motivazioni ad usarlo, ad esempio il narcisismo”. “Facebook esisteva già mentre la generazione più giovane cresceva ed essi lo vedono più come un mezzo per comunicare, “ dice Davenport. “Essi lo utilizzano come le altre generazioni usano il telefono …”. “Mentre su Facebook, la relazione di amicizia è reciproca, tu non devi seguire qualcuno su Twitter che segue te (anche se sarebbe gentile farlo, se sei quel tipo di persona che considera Twitter più come una elegante sala da tè, e non un luogo senza regole e scrupoli, come il Wild west o un Chuck and Cheese –fast food). Non è un cercare amici ma ottenere l’attenzione su di sé, il metodo primario per attirare follower  su Twitter è … twittare, il che spiega in parte la correlazione tra il numero dei tweet e il narcisismo.

Ovviamente, c’è qualcosa da dire a proposito della qualità sulla quantità, basti guardare a @onetweettony e ai suoi oltre 2000 seguaci; e si potrebbe pensare che, anche se si raccolgono un sacco di seguaci attraverso un’enorme quantità di argomenti emessi, alla fine qualcuno potrebbe stancarsi della costante presenza del tuo volto sulla loro schermata e lasciarti.
 W.k Campbell, capo della facoltà di psicologia alla Georgia University e autore del The Narcissism Epidemic: Living in the Age of Entitlement, dice che le persone attualmente non si sforzano di rimuovere dagli amici o non seguire più qualcuno, e questo sta succedendo spesso.
“Quello che trovi nella vita reale con i narcisisti è che sono molto bravi a farsi degli amici e a diventare dei leader ma, alla fine, le persone vedono veramente come sono e smettono di frequentarli” egli dice “sul web le persone sono veramente brave a instaurare relazioni, ma non a crearle in modo più naturale. Se tu sei incredibilmente noioso, gli altri ti ignorano e anche questo può essere un prezzo da pagare per il valore dell’intrattenimento. C’è un motivo per cui, se ai reality TV esiste un alto livello di narcisismo: è divertente. Intrattiene.”
Esattamente come le star dei TV-reality, i narcisisti curano la propria immagine. Hanno delle preferenze per le fotografie da postare su Facebook, ma Campbell chiarisce che è la tipologia di foto quella che conta: i narcisisti tendono a scegliere le foto più attraenti e che catturano l’attenzione. In un altro studio del 2011, gli adolescenti narcisi hanno valutato le proprie immagini del profilo come ‘più attraenti fisicamente,più alla moda,più glamour, e più ‘fresca’ rispetto a quelle dei coetanei meno narcisisti di loro.

wall2-1440x900Tuttavia, anche se il social media (riferito a fb) è un evidente – e così discusso! – roccaforte di narcisismo, nei giochi di ruolo online, tra cui il più famoso, world of Warcraft, si è potuto dimostrare come i giocatori abbiano, anche, una certa tendenza al narcisismo. Infatti uno studio su 1741 giocatori Coreani Online ha mostrato che i narcisisti sono più dipendenti  dal gioco rispetto ai non narcisisti. I concreti obiettivi e le ricompense che i giochi di ruolo online offrono, consente ai giocatori di raccogliere prestigio. “Così come giochi, il tuo personaggio avanza guadagnando punti esperienza, ‘salendo’ da un livello a un altro mentre si collezionano oggetti di valore e armi e diventando sempre più forte e più ricco” si legge nello studio: “In questa impostazione sociale, i giocatori più meritevoli ricevono la riconoscenza e l’attenzione degli altri, e guadagnano potere e status.”

E se proprio questo potere arriva tramite la violenza, ancora meglio. Il Narcisismo infatti è stato collegato all’aggressività, altro motivo del ricorso ai giochi. Fuori dal gioco online, in modalità ‘offline’, i narcisisti sono spesso dei prepotenti; tuttavia, i tentativi di collegare il narcisismo al cyberbullismo ha portato ad un solo e clamoroso ‘forse’.

 “L’autostima dei narcisisti è tanto grande quanto fragile così, quando vengono attaccati, la loro autostima crolla in modo drammatico” sostiene Davenport. “Hanno bisogno di più vittorie per combattere quelle perdite….. così le vittorie che ottengono in quel mondo (virtuale) possono rilanciare la loro autostima”.
Le persone possono notare quando state tentando di alimentare la vostra autostima tramite la vostra presenza online. In uno studio del 2008, i partecipanti dovevano valutare le pagine FB (già accuratamente codificate dai ricercatori) per 37 diversi tratti della personalità. Ai titolari delle pagine FB era già stato somministrato il test NPI (Narcissistic Personality Inventory), e quando era la i valutatori se ne accorgevano.
Campbell, uno dei ricercatori di questo studio, ora dice : “Lo si può scoprire, ma non è perfetto”. “E’ un po’ come radersi utilizzando il finestrino dell’auto, si può fare, ma non è perfetto”.
Tuttavia, secondo Davenport,  l’accusa che la generazione Y, o – usando il termine che preferisco di meno – Millenials, è la generazione più narcisista è già stata confermata dai dati, si chiede se è meno un problema generazionale piuttosto che un cambiamento generale della nostra società.
“Una parte è che questo comportamento lo si vede di più su Facebook e Twitter, e una parte è che la nostra società sta diventando più tollerante nei confronti del comportamento narcisistico” dice Davenport. ” Mi chiedo se ad un certo punto ci sarà un inversione di tendenza. Poiché si iniziano a vedere più cose pubblicate su ‘La generazione Y è più narcisistica? Che significato ha per il posto di lavoro? etc. Tutte queste domande stanno diventando oggetto di conversazioni comuni.”
selfie-obama-289368Alla domanda se la nostra società si sta muovendo verso una direzione più narcisistica, Campell ha risposto: Il presidente Obama si è fatto un selfie al funerale di Mandela. Selfie è stata la parola dell’anno nel 2013. Quindi si, questa “roba” è sempre più accettata.
I luoghi di ritrovo online preferiti dai narcisisti sono cambiati, stanno cambiando e cambieranno e i ricercatori stanno cercando di tenersi al passo.
Ciò che è chiaro è che i narcisisti andranno dove riusciranno ad avere audience. Ci potrà essere un ritardo generazionale nell’utilizzare certi strumenti, potrebbe essere più difficile individuarli poiché tutti stiamo diventando più ossessionati da noi stessi, chi lo sa. Ma dato che la strada del progresso tecnologico va avanti, i narcisisti la seguiranno.
“Se c’è un’opportunità di essere in forma, ottenere attenzione, apparire affascinanti e raccogliere seguaci, i narcisisti ne saranno attratti” dice Campbell “non importa se si tratta di politica, media o social media”.

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Un grazie di ❤ per l’amorevole lavoro di traduzione dall’inglese all’italiano di Ivana CARIOLA, Monica GENNARI, Elisa MAESTRONE e Lucia MONTAGNANO.
articolo di Julie Beck
Fonte: https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/how-to-spot-a-narcissist-online/283099/
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Ultime osservazioni sulla Psicopatía: il mito della captazione intuitiva dei bisogni altrui – Hugo Marietan

segnalato da una lettrice:

“Molto si parla dell’intuizione dello psicopatico, della capacità di intuire i bisogni dell’altro. Studiando in profondità questo argomento sono arrivato ad alcune conclusioni: Evidenzio in prima linea che le persone comuni non possono afferrare, capire la logica psicopatica, si tratta di una struttura logica totalmente distinta; lo psicopatico ci risulta strano, qualcuno difficile da interpretare quando si comporta com’è davvero.
La maggior parte delle volte, però, egli non dimostra la sua vera natura, essendo subdolo e difficilmente riconoscibile. Tuttavia, sono arrivato alla conclusione che le persone comuni sono ugualmente incomprensibili agli occhi dello psicopatico.
Lui non è in grado di comprendere la mente delle persone normali e questa incapacità di scoprire, fin da piccolo, il perché delle cose lo porta a studiare i gesti, gli atti, le reazioni delle persone comuni e, specialmente, un particolare tipo di reazione sulla quale lui stesso ha un deficit molto accentuato: si tratta dell’espressione delle emozioni.
Questo tipo di personalità, la psicopatica, possiede un deficit nella ripercussione emotiva dei fatti se paragonata alle persone normali.

Lo psicopatico studia gli altri

Le persone comuni conoscono globalmente gli altri senza avvermask.jpgtire la necessità di studiare chi le sta accanto. Assimiliamo gli altri per contiguità e continuità nel trascorso del rapporto, come se assorbissimo contestualmente la conoscenza dell’altro; per questo tante volte restiamo per anni con una persona, per “conoscerla fino in fondo”. Gli anni passano e, a volte, ci sono condotte che ci spaventano.
Dal canto suo, lo psicopatico fa uno studio analitico dell’altra persona perché per lui si tratta di un oggetto strano. Questa conoscenza analitica nel corso del tempo – che fin da bambino egli mette in atto nei confronti degli altri – lo fa sviluppare una conoscenza approfondita sui tipi e sulla varietà degli esseri umani, specialmente per quanto riguarda il loro aspetto emozionale. Impara quindi la gestualità emotiva delle altre persone e la copia. Per questo si afferma che la capacità di “afferrare” dello psicopatico, che riesce comunque a catturare e intuire le necessità altrui sia il prodotto dell’apprendistato realizzato, della sua capacità di fare delle analogie. Catalogando modelli comportamentali lui riesce così a determinare che un individuo sconosciuto si ritrovi assegnato a questa o a quella categoria mentale imparando presto a trarre profitto da questo studio, che usa per meglio manipolare e sedurre.
Ecco la testimonianza di uno di loro: “Ero alla veglia funebre di mia madre. I miei fratelli piangevano in silenzio accanto alla bara, le mie sorelle, isteriche come sempre, urlavano e si dimenavano. Una di loro è persino svenuta. Io non provavo nulla. Mi sembrava logico che mia madre morisse, lei aveva con tumore in metastasi avanzata, il tutto scoperto molto tardi. Mi sono reso conto che le persone mi guardavano. Ho capito che dovevo agire come loro, fare un po’ di teatro. Ho messo la testa fra le mani e ho pianto. Non volevo male a mia madre, la volevo bene come ogni figlio, è solo che non riuscivo a piangere, tutto qui. Io non sono pazzo, so che bisogna piangere nei funerali, la gente spera che un figlio pianga la propria madre. Capisci?

Il rapporto con la partner

Per quanto riguarda il tema specifico della partner dello psicopatico spesso ci chiediamo “come può manovrarla così bene”? Possiamo rispondere nel modo seguente: lo psicopatico non è un veggente; è la sua partner oppure la persona che convive con lui a tenerlo informato su tutto ciò che sente, che fa o intende fare. Si sforza tremendamente con l’intento di essere riconosciuta come una persona agli occhi dello psicopatico. Per smettere di essere una “cosa” ed essere ritenuta una persona, la partner regala costantemente informazioni su di lei allo psicopatico; anche quando capita la separazione tra loro – o si è perfino arrivati al divorzio – la partner insiste in voler dimostrare all’avvocato dello psicopatico chi è e cosa farà… Ho chiesto a una di loro: “Perché vorresti parlare con il suo avvocato?”, lei mi rispose: “Perché ci tengo a dire cosa farò con la casa, con i beni, ecc.” Voglio dire, loro sono state talmente condizionate dallo psicopatico che hanno il bisogno di rassicurarlo su cosa faranno dopo che la storia è finita.

Una logica militare

L’altra conclusione che comunico è che la logica dello psicopatico è una logica del tipo militare: una logica strutturata su oggettivi, fatta di tattiche, di strategie, di presa di terreno, di conquista di territori, è persistere nell’obiettivo e utilizzare tutti gli strumenti necessari per arrivarci. La mente dello psicopatico è militaresca, diversa dalla persona normale che presuppone una im092.jpgmentalità rivolta ai tempi di pace, che crede alla forza del destino dal quale dipende anche la fortuna.
Detto questo, è facile osservare lo svantaggio dei leader comuni nei confronti dei leader psicopatici. Il leader comune cerca di aggiornarsi attraverso gli altri, cerca di consultarli ideando schemi e strategie ancorate sul consenso. Il leader psicopatico, mi spiego meglio, lo psicopatico che ha in mano il potere è un militare, un militare impietoso, che segue il suo obiettivo e lo seguirà ad ogni costo qualunque cosa accada.
Nei loro confronti, i leader comuni hanno poco da fare, salvo che si renda conto di questa cruciale caratteristica.
Esiste un altro tipo di leadership: il dittatore. Diversamente dagli altri leader, il dittatore manipola gli uomini; i codici virili (la lealtà, il coraggio, la divisa) sono valori che disciplinano tanto il dittatore quanto i suoi preposti. Il leader comune cerca l’accordo, si consulta, va alla ricerca dell’armonia tra le parti; il dittatore, invece, è ubbidito da uomini con dei valori nettamente maschili. Come lo psicopatico, egli spara ordini a individui “cosificati” che hanno il dovere di rispettarli.

La tattica del tero

Il tero è un problema per i cacciatori in aperta campagna perché segnala al resto della fauna la presenza umana nei paraggi; il tero vola intorno all’uomo emettendo un suono simile a “teru_teru”, rovinandogli la caccia. Il tero, però, è anche molto astuto: mette in atto lo scandalo lontano dai luoghi in cui si trovano le sue uova.
La manovra di distrazione è molto chiara: grida di qua, ma il nido è di là.
Questa tattica è molto utilizzata dagli psicopatici, denominata anche “falsa pista”, cioè, loro concentrano l’attenzione degli altri su un certo argomento mentre lavorano in sovrapposizione e silenziosamente su tutt’altro. Quando la vittima si rende conto dell’artificio è già tardi, l’opera di distrazione è stata compiuta.

Intossicare gli altri con le astrazioni

Un’altra manovra utilizzata dallo psicopatico soprattutto con la sua partner è “l’intossicazione con le astrazioni”. Lo psicopatico trafigge le orecchie della partner con delle parole, la sommerge con i suoi problemi, con delle domande, con squalificazioni, con dettagli irrilevanti che fanno loro credere di essere importanti. Questo meccanismo è utile per far sì che i pensieri della partner siano diretti permanentemente a lui: la bombarda di astrazioni.
Quando si ritrova a parlare con qualcuno la partner riesce soltanto a fare discorsi sullo psicopatico, raccontando ciò che ha detto o fatto lui. Lei costantemente parla di lui, è come se lo psicopatico stesse nella sua mente seduto su di un trono permanente. Sentendo con attenzione il suo discorso ci accorgiamo che quello che ci sta dicendo sullo psicopatico sono delle banalità. Questo accade perché gli psicopatici addestrano la testa delle partners per lavorare sulle loro astrazioni; le donne s’impegnano nel duro lavoro di rimuginare su cosa volevano dire mentre loro, gli psicopatici, continuano a seguire con la loro vita altrove, proprio come fa il tero. Lo psicopatico non gioca mai a carte scoperte; la partner, invece, svela tutte le sue carte.
Come ho detto molte volte, lo psicopatico penetra come un virus e si fissa nella mente della partner. La partner, sin dall’inizio, lo alloggia con cura nonostante si lamenti delle brutalità e dai martiri psicologici inflitti da lui. Una soddisfazione ineffabile lo tiene fortemente ancorato alla psiche della partner.
La parte logica della partner, in segno di protesta, lotta per riuscire a ottenere l’antivirus che ne distrugga l’incantesimo; la sua altra parte, però, resasi schiava, boicotta l’azione della logica. Così, la battaglia per il ricupero psicologico della donna è giocata dentro la sua stessa testa: tra la logica e la schiavitù. Più tempo trascorre accanto allo psicopatico, più si rinforza la sua parte schiava.

Il valore soggettivo delle parole

Un altro elemento interessante è che lo psicopatico conosce profondamente l’enorme valore manipolatorio delle parole, fin dove può arrivare la loro suggestione: sa metterle nel momento esatto in cui avranno il maggior peso e sa ometterle quando il silenzio fa più male. Il discorso della partner è cosparso di “lui mi ha detto che”, “una volta mi ha raccontato che”, “ma lui dice che”. Lo psicopatico parla, ma molte volte non informa: com’è possibile che la partner non sappia niente di ciò che fa lui? Alcune donne trascorrono anni, decade vivendo con lo psicopatico ma non hanno le idee chiare su quale sia il suo lavoro, da dove arrivano i soldi e nemmeno come sono spesi. Che cosa fa suo marito? “Dice che lavora da quella parte, dice che fa questo e quello” … non hanno la più pallida idea di quanto guadagna, scoprono improvvisamente dei conti in banca, spesso per pura casualità, aprono per sbaglio la corrispondenza o cercano deliberatamente informazioni sul computer, soltanto così scoprono le varie attività di cui erano tenute all’oscuro. Lo psicopatico sa occultare tutto a prescindere della curiosità della moglie; curiosità alla quale nessun nevrotico potrebbe reggere. Il nevrotico non regge alla curiosità della moglie, non ce la fa a nasconderle tutto (a volte le loro mogli sanno più di loro stessi); con lo psicopatico, però, la trasparenza è impossibile.

La gestione del tempo. Un mistero

Un’altra caratteristica dello psicopatico è l’estrema attenzione dedicata alla gestione del suo tempo. Il nevrotico per suacommessa-pasqua-tempo-576x330-576x300 natura è molto ansioso e vuole tutto subito, ha fame di tempo, ciò vuol dire che non ha molta pazienza per attendere. Lo psicopatico, da buon cacciatore, sa manovrare il tempo come nessuno, soprattutto se è in attesa.
Un’altra esperienza che genera lo psicopatico è il mistero, l’ignoto. L’essere umano ha bisogno di spiegazioni, ha la necessità di aggrapparsi a qualche speranza, non può tollerare a lungo l’incertezza. Gli psicopatici sono esperti nella tolleranza dell’incertezza, nella gestione del mistero e dell’ignoto per mantenere in sospeso l’altro. Egli forgia una speciale tensione in tutte le persone della sua cerchia più ristretta, quelle che hanno con lui una relazione diretta.

Un essere speciale

Lo psicopatico è un essere speciale e per questo non può essere paragonato a nessuno. Se accettiamo la sua facciata “comune”, una delle sue tante maschere, egli non ci apparirà poi tanto “strano”. Tuttavia, sia a causa della convivenza o dovuto a determinate circostanze speciali, riusciamo a identificare le crepe della sua struttura di modo a rendere evidente l’elemento nocivo e, se abbiamo la sfortuna, possiamo osservare il suo lato più sinistro, la zona d’ombra che lo rende unico.
Lo psicopatico non ha amici. Lo psicopatico fa conoscenze, i suoi rapporti sono utilitari; può circondarsi di persone, di soci, però non ha amici personali perché non ne ha bisogno. Le persone comuni hanno bisogno dell’appoggio dei loro amici, hanno bisogno di raccontarsi, di discutere con loro o semplicemente di godere della loro compagnia. Lo psicopatico non ha bisogno di nulla di questo. Per lui è facile relazionarsi con gli altri, trarre qualche profitto e poi scaricarli. Non stabilisce legami reali, ma soltanto apparenti o transitori. Non ha amici e nemmeno permette alla partner di averli. Lo psicopatico isola le sue donne: quando scopre che la partner ha un buon rapporto con gli amici, con i colleghi oppure è molto legata alla famiglia, distrugge questi lacci per renderla più isolata e sotto il suo dominio, come abbiamo detto tante volte.

Dismisura

Lo psicopatico è smisurato nel suo modo di agire, non ha metri di paragone, per questo le notizie che ci investono riguardo alle loro azioni sono così stridenti. Lo psicopatico è un essere speciale per il suo potere di persuasione, molto istintivo, il che genera, di per sé, il pensiero nei confronti di chi decide di restargli accanto. Inoltre, lui è molto abile quando pianifica minacce e coercizioni. È un’artista della bugia e della manipolazione. Questa manipolazione non è grezza e immediata, ma è lentamente diluita nel tempo. Come un medico omeopata egli crea abitudini moralmente velenose con il trascorrere degli anni, di modo che le persone che convivono con lui si abituino gradualmente alle sue piccole cattiverie, e così, piano piano, si “vaccinino” con le sue perversioni fino a tollerarne dosi più elevate.

Lo ps
icopatico non riconosce alcun valore alle persone; sono soltanto cose destinate alla sua soddisfazione.
maschera-bugieLa ripetizione ossessiva delle stesse azioni risponde alla sua speciale necessità di violare ogni limite. Lui non risponde all’argomentaz
ione, all’educazione, alle punizioni o ai premi: lo psicopatico è com’è e sarà così sempre, per questo è reincidente. Le persone che lo circondano sono assorbite da una specie di letargo, permettono che lui si senta libero di esercitare le sue perversioni ovunque. Quando possono, al massimo, cercano di scappare da questo circuito negativo; quando non lo fanno, cadono fatalmente vittime dalle richieste del mostro.”

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A forza di farcela ce la facciamo!

La testimonianza di una di noi


“Buongiorno, io desidero solo ringraziarvi per la creazione di questa pagina. Sto uscendo in questi mesi da una relazione devastante di 8 anni con quello che ho compreso essere un narcisista patologico. Ho trovato la forza di lasciarlo solo dopo la scoperta di un suo tradimento, talmente lampante che questa volta non ho potuto raccontarmi le solite stupidaggini e dirmi che io ero la visionaria e lui il santo. Leggere i vostri articoli mi ha permesso di dare una sorta di “logica” a tutto e di comprendere che il mio dolore, il mio sentirmi disorientata e confusa, sono normali e che, con pazienza e amore per se stessi, se ne può uscire. Non nego che sia difficile accettare di non essere mai stata amata da lui, anzi, probabilmente è la cosa più difficile da comprendere insieme al fatto che io creda di esserne ancora innamorata. Questa storia mi ha lasciata spremuta di ogni energia, dignità e amor proprio. Sicurezza in me stessa pari a meno di zero, lo specchio che rimandava un’immagine di me deformata. È dura ma ci sto lavorando. 8 anni di umiliazioni e manipolazioni di ogni genere non sono facili da smaltire ma oggi so che tutto questo mi è accaduto perché io potessi far luce sulle mie zone d’ombra e che lui mi ha fatto in un certo qual modo da specchio. In mezzo alle lacrime che verso ancora ogni giorno, c’è luce. Sono certa che ora che ho cominciato ad amarmi davvero, la vita mi premierà. Mi sta già premiando attraverso la forza che ho scoperto di avere dentro di me.

Tutto questo per dire GRAZIE di affrontare e fare chiarezza su un tema ancora troppo poco conosciuto.”

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Grazie di ❤ a Te per aver condiviso il tuo dolore ma anche la tua speranza e forza. Tifo per te!!! e per chiunque in questo momento stia lottando per uscire da questa spirale.

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Recupero in una relazione tossica: il metodo della Pietra Grigia

La comunicazione con un narcisista può essere terribilmente frustrante, soprattutto quando è molto importante che capiscano quello che vuoi dirgli.
Non potete immaginare quante volte mi sia sentita esasperata mentre tentavo di avere delle semplici conversazioni con narcisisti che mi mettevano in agitazione e che utilizzavano il gaslighting.

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Edvard Munch – Ashes 1894

Spieghiamo il metodo della Pietra Grigia :
‘Loro’ diventano più spessi di un muro di cemento armato, ti fraintendono intenzionalmente in ogni sillaba, cercando di tirare fuori il peggio di te.
Ti ritrovi svuotato e senza la possibilità di spiegarti – se sei come me è ancora più frustrante perché probabilmente non hai mai avuto problemi di comunicazione con altre persone.

Intendo – onestamente, questa situazione l’ho vissuta innumerevoli volte durante conversazioni con narcisisti – che io sono una scrittrice e la comunicazione è il mio lavoro.
Un bel po’ di tempo fa ho scritto questo testo sull’unico metodo per comunicare con un narcisista, questa è la mia esperienza.
Nel testo parlavo del metodo della Pietra Grigia; volevo spiegare di cosa si tratta:

Chi ha inventato questo metodo ?
Per quanto conosco e’ stato introdotto da una persona chiamata Skylar in un testo del 2012.
In parte, il metodo della Pietra Grigia consiste primariamente nel far perdere al narcisista ogni interesse nei tuoi confronti.

In che modo il metodo della Pietra Grigia è diverso dalla regola del No Contact? Skylar dice che la differenza sta nel fatto che “non si cerca di evitare apertamente il contatto con l’individuo disturbato”.

Al contrario, dice Skylar, “il contatto è permesso ma dando solo risposte noiose, monotone, in modo che la persona mentalmente disagiata possa rivolgersi altrove per soddisfare e gratificare il suo bisogno di dramma”.
Skylar aggiunge: “Si potrebbe dire che la Pietra Grigia è un modo per rompere con uno psicopatico usando la vecchia scusa ‘Non sei tu, sono io’ tranne che la si mette in atto invece di dirla e lo psicopatico giunge a quella conclusione da solo.”

Perché il metodo della Pietra Grigia funziona?
Secondo Skylar “Ci sono pietre grigie e ciottoli ovunque si vada, ma non si notano mai. Nessuno di loro attrae la vostra attenzione. Non ci si ricorda di nessuna pietra in particolare, vista oggi, perchè si mimetizzano con lo scenario. Questo è il tipo di noia che dovete utilizzare quando avete a che fare con uno psicopatico. Il vostro personaggio noioso vi fornirà la maschera e lo psicopatico non noterà nemmeno che eravate là. Questo metodo colpisce direttamente al cuore delle motivazioni dello psicopatico: evitare la noia.

Quali sono le componenti più importanti per un uso efficace del “Metodo Pietra Grigia”?
– Regola numero uno: quando hai intenzione di mettere in pratica il metodo della Pietra Grigia innanzitutto non rivelarlo mai al narcisista . Qualora lo facessi lui senz’altro troverebbe il modo di rigirarlo contro di te;
Mai fare domande al narcisista e non dare alcun tipo di risposta impegnativa, limitati a dire cose tipo : hmm o mhmm – rimani evasiv@;
– Se possibile, parla solo di argomenti “leggeri”, tipo le notizie, i media, la moda, cucina etc. Nulla che tratti argomenti personali , neanche se il narcisista dovesse implorarti;
Prova a distrarti durante la conversazione col narcisista, in modo da non guardarlo negli occhi per tutto il tempo. Tieniti occupata in modo semplice tipo scarabocchiare su un foglio, controllare i tuoi messaggi sul cellulare, o addirittura in modo più impegnativo tipo fare la maglia o portare avanti un documento di lavoro.
Focalizzandoti di più sulla tua attività non verrai influenzata direttamente dai tentativi di manipolazione del narcisista durante la vostra conversazione.

– E’ molto importante che durante quest’attività tu tenga impegnata la mente nel gioco non permettendo al narcisista di entrare nella tua testa .
I narcisisti sono esperti nel creare i sensi di colpa e non provano nessuno scrupolo nel farti star male o a disagio allorché tu provassi a giustificarti o a difendere le tue intenzioni – non cadere nella trappola.

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Cos’altro dovrei tenere a mente prima di provare la tecnica della Pietra grigia?
Una cosa importante da sapere sulla tecnica del Pietra Grigia è che ad un certo livello può diventare pericolosa per la tua psiche – e questo accade quando inizi ad avere sintomi di dissociazione.
Molte persone non si accorgono che queste due cose sono connesse, ecco cosa accade.

Quando impari ad usare questa tecnica e scopri quanto possa essere efficace ogni volta che hai a che fare con un narcisista, potresti scoprire anche che si tratta di un ottimo strumento per affrontare TUTTO CIÒ che al momento è problematico nella tua vita.

Il problema di tutto questo sta nel fatto che inizi veramente a smettere di interessarti o di preoccuparti o di avere a cuore qualcosa – e la capacità di percepire ed essere in contatto con le tue emozioni diminuisce. È un problema di una certa entità questo, perché non smetti solo di provare dolore o ansia – smetti anche di sentire le emozioni positive.

Se pensi di avere sintomi dissociativi, è arrivato il momento di prendere ulteriori provvedimenti per affrontare il narcisista – puoi iniziare qui, con questa pagina.
Ora è il tuo turno – hai mai usato la tecnica della Pietra Grigia? Come ha funzionato per te e che consigli daresti a chi la sta provando per la prima volta? Condividi i tuoi pensieri e le tue esperienze nei commenti.

 


Un grazie di ❤ per l’amorevole lavoro di traduzione.
In particolare a Susie Wong e ad Ivana Cariola.
L’articolo è di  Angela Atkinson e la fonte: http://queenbeeing.com/toxic-relationship-recovery-using-gray-rock-method-safely/

 

 

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